La piroga vuota

“Gianni Roghi, il giornalista che divulgava la scienza subacquea vivendone le avventure” questo è il sottotitolo del libro “La Piroga Vuota”, presentato a Roma all’Eudi Show prima e poi a Milano, sua città natale in occasione delle tre serate a lui dedicate. Un libro denso di brani riportati in modo gradevole e ricco di fotografie, sia sue che scattate a lui durante le sue numerose missioni nel mondo.
Frutto di “Un anno abbondante di lavoro per mettere insieme tutto il materiale”, come ha detto il suo autore Gaetano “Ninì” Cafiero, direttore responsabile della rivista HDN Notizie, l’opera, suddivisa in dieci capitoli, riesce perfettamente a tracciare un’immagine completa e superlativa del personaggio, grazie ai racconti di varie persone: molto più di un giornalista e di un esploratore, un uomo Roghi che con passione affrontava tutto, ma anche con grande professionalità per l’epoca, come i confini dell’immersione profonda, l’attività di corallaro, la medicina subacquea, fu l’inventore della tecnica archeologica subacquea e soprattutto fu colui che aprì la strada ai biologi marini, il tutto in neanche 40 anni di vita.
L’inizio, con la presentazione, “Perché io” e “Giornalismo” , è davvero entusiasmante e porta subito il lettore a conoscenza del grave accadimento che ha visto Gianni Roghi, inviato speciale per l’Europa, sparire da questa terra il 3 marzo 1967 nella savana della Repubblica Centro Africana per l’attacco di un elefante spaventato che gli ha squarciato il torace, narrato, non come un semplice fatto di cronaca, bensì con tutte le sfumature possibili e con le testimonianze di chi gli era vicino in quel fatale momento. Non mancano anche in “Testimoni”  le reazioni a caldo e a posteriori degli amici, dei colleghi e degli estimatori.
Sfogliando le pagine si incontrano capitoli come “La Tribù delle Rocce”, nel quale si vengono a sapere notizie incredibili sul Mar Mediterraneo di allora: si legge di una pesca di una cernia di 29 kg, di un pesce luna di 26,6 kg, di un polpo tipo piovra di 12 kg catturato alle Isole Medas. Si fa poi un reale tuffo sott’acqua con “Mar Rosso” e l’incredibile avventura alle Isole Dahlak. E poi ancora “Il CIRS”, nonché Centro Italiano Ricercatori Subacquei, “Archeosub”, “L’Anno orribile” per la scomparsa sia della moglie che del famoso padre Bruno “il poeta dello sport”, “Corallo” e “Borsa di studio”.
Vera chicca è comunque la sezione “Mondo Sommerso”, contenente sia “Rinasce la vita”, il primo suo stupendo articolo che parla di relitti e di archeologia, sia quello che uscì sul primo numero della rivista omonima e che inizia con un suggestivo “Tra i relitti affondati e gli animali del mare è una vecchia amicizia……..”
Il libro termina con un Appendice, con “Quattro corrispondenze dal Paese dei Pigmei”, pubblicate postume dal settimanale “L’Europeo”, con le note biografiche su Gianni Roghi e con una bibliografia. Soprattutto, però, nella parte centrale, mostra ben 15 foto in bianco e nero della spedizione alle Isole Dahlak, dodici a colori del Relitto di Spargi, nove di Lambarerè dove visse per un periodo con Albert Schweitzer, dieci dall’India e nove dall’Africa, più molte subacque, una vera galleria fotografica di grande fascino.
“E’ una sorta di “Roghipedia”: io ho scritto proprio tutto. Per me Gianni Roghi è la sintesi perfetta della subacquea in tutte le sue forme. Scrivere mi ha riempito di entusiasmo, perché è stata un’esperienza umana grandiosa” ha detto Gaetano “Ninì” Cafiero, aggiungendo: “L’ho conosciuto appena, un incontro fugace a Roma e un altro in Sardegna, ma lui era già un mito prima di morire. Il titolo, ritenuto da tutti molto significativo, è tratto da un articolo della rivista “Mondo Sommerso”, scritto quando Roghi scomparve e l’ho scelto perché sottolinea un aspetto importante delle sue varie attività, tutte volte ad imparare in mare con l’entusiasmo dei pionieri. Sono orgoglioso di questa pubblicazione perché arriva mentre festeggio il trentennale del mio primo libro propedeutico dal titolo “Vita da sub” che pubblicai nell’87 quale vero biografo della subacquea”.
Per conoscere meglio questo sensazionale personaggio basta collegarsi al sito ufficiale preparato per questo 40° Anniversario dalla scomparsa :
http://www.gianniroghi.it/
di Loredana Grandi
 

Fonte: la Voce d’Italia.it

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