Mediterraneo: i delfini comuni sono diventati rari

LIVORNO. Il delfino comune, nonostante il nome sta diventando raro in tutto il Mediterraneo «i problemi di conservazione per la specie sono stati riconosciuti dagli anni 70 – spiega Giovanni Bearzi, dell’istituto di ricerca Tethys sul sito dedicato all’anno internazionale del delfino – Il piano d´azione mediterraneo dell’Unep (Barcellona, 1975) suggerisce forti misure di conservazione per proteggere la specie ma senza specificare che cosa queste dovrebbero essere».
Lo stato di conservazione dei delfini comuni del Mediterraneo è citato come priorità anche dai piani d’azione per i cetacei della species survival Commission dell’Iucn. Il piano d’azione di 2000-2010 dell’Iucn ha fatto rilevare come i delfini comuni siano in calo drammatico nel Mediterraneo centrale ed orientale ed ha sollecitato azione di conservazione urgenti per impedire l’estinzione della specie in queste aree. Nel 2003 la popolazione mediterranea dei delfini comuni è inserita nella lista rossa dell’Iucn tra gli animali minacciati. Nel 2004 Accobams, l’accordo sui cetacei che riguarda il Mediterraneo ed il Mar Nero, ha presentato un accurato programma per la conservazione dei delfini comuni mediterranei, che é stato accolto favorevolmente nelle seconda riunione delle parti degli aderenti all’accordo.
Nel 2005, la popolazione mediterranea dei delfini comuni è stata inserita nell’allegato I della Convention on migratory species (Cms). Ma malgrado tutte le preoccupazioni, le raccomandazioni, la progettazione strategica e gli studi scientifici prodotti, le azioni intraprese per la salvaguardia ed il recupero delle popolazioni di delfino comune sembrano inefficaci.
Le minacce reali per questa specie, come la pesca accidentale causata spesso dall’overfishing, continuano a compromettere la sopravvivenza dei gruppi relitti e l’intera popolazione mediterranea.
Il futuro si annuncia scuro per questi piccoli cetacei, e non servono a rischiararlo notizie come I più frequenti avvistamenti nell’Arcipelago toscano.
Secondo Bearzi, gli avvistamenti dei delfini comuni nell’isola di Kalamos in Grecia sono diminuiti di 25 volte fra il 1997 e il 2004, insieme ai delfini sono spariti anche tonni e pesci spada, prima molto abbondanti. Oltre all’incidenza della catture accidentali con le reti, una delle cause principali sembra essere lo svuotamento degli stock locali di sardine, acciughe e di altri pesci che rappresentano prede importanti per i predatori al culmine della catena alimentare come i delfini comuni, il tonno e pesci spada.

Notizia tratta da: greenreport

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