Alaska: si sciolgono i ghiacci ed un villaggio trasloca

NEW YORK Maggio 2007 – L’amore non e’ eterno, e neanche i ghiacci dell’Alaska: Newtok, un villaggio indiano dell’estremo nord americano, sta sprofondando nel permafrost che si scioglie a causa dell’effetto serra. I 318 abitanti di Newtok discendono dalle genti nomadi che migrarono dalla Siberia quando America e Asia erano collegate da una lingua di terra: potrebbero a breve diventare i primi profughi negli Stati Uniti dell’era del cambiamento climatico del pianeta. Avevano da qualche tempo imparato a fare i conti con l’erosione costiera che ha trasformato il loro paesino in un isola, ma adesso il villaggio e’ sceso sotto il livello del mare e continua ad affondare su un terreno sempre piu’ melmoso a causa dello scioglimento del permafrost, il suolo perennemente ghiacciato che occupa il 20 per cento delle terre emerse della Terra e che sta di recente mostrando gravi segni di cedimento. Newtok potrebbe esser spazzato via dalla faccia della terra nello spazio di un decennio, secondo gli scienziati che hanno messo il paesino tra i 180 villaggi dell’Alaska a grave rischio di estinzione. Alcuni di questi villaggi hanno ogni intenzione di resistere innalzando fortificazioni e dighe per fermare l’avanzata delle acque. Altri come Newtok non hanno altra scelta che abbandonare il loro pezzetto di tundra. Il Corpo del Genio dell’Esercito ha stimato che l’evacuazione costera’ 130 milioni di dollari, 413 mila dollari ad abitante. Nessuno pero’ finora si e’ offerto di pagare. Per la Casa Bianca, impegnata in un braccio di ferro con l’Europa in vista del vertice del G8 sui limiti da imporre alle emissioni di gas serra, il trasloco degli abitanti di Newtok non e’ una priorita’: interrogata dal New York Times che dedica all’odissea del villaggio un articolo di prima pagina, la portavoce Dana Perino ha spiegato che la proposta di bilancio del presidente George W. Bush include un milione di dollari che potrebbero essere spesi a Newtok. Ma e’ una cifra che e’ una goccia in un mare rispetto a quanto servirebbe per ricostruire su un suolo piu’ solido la vita della piccola comunita’ che sta sprofondando nel fango. ”Fu il governo federale che impose ai nostri nonni di rinunciare alla vita nomade e di scegliere un posto dove metter su casa”, ha protestato Nick Tom Jr., ex amministratore della tribu’: il villaggio attuale era un tempo un campo invernale dei pellerossa nomadi, i cui discendenti adesso non vogliono fare le spese dell’emergenza climatica che sta facendo di loro i primi sfollati negli Usa a causa dell’effetto serra.Fonte: ansa

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