Balneazione: per legambiente è sos petrolio

GENOVA, 25 MAG – Nessuna grossa novita’ sul fronte dei batteri ”ma al di la’ dei semplici dati sulla balneazione, lo stato di salute del Mare Nostrum preoccupa per diversi motivi: l’innalzamento della temperatura che favorisce pericolosi insediamenti di specie aliene, l’inquinamento pesante, dai metalli ai pesticidi alle nafte. Nel Mediterraneo finiscono infatti in acqua ogni anno 100 mila tonnellate di idrocarburi e si verifica, in media, piu’ di un incidente di nave cisterna. L’allarme e’ di Legambiente che commenta cosi’ i dati del ministero della Salute sulle acque costiere sottolineando un lieve aumento in quasi tutte le regioni della costa off limits. In particolare, sull’Sos petrolio, Legambiente e Dipartimento di protezione civile hanno preparato un dossier, presentato oggi a Genova nell’ambito dell’avvio della campagna internazionale ”Clean up the Med – spiagge pulite”, che riporta dati preoccupanti. A cominciare dall’alto rischio rappresentato dall’ intenso trasporto di petrolio greggio e dei prodotti della raffinazione: ogni giorno nel Mediterraneo viaggiano 2000 traghetti, 1500 navi cargo, 2000 imbarcazioni commerciali, di cui 300 navi cisterna che trasportano ogni anno oltre 340 milioni di tonnellate di greggio. In media nel Mediterraneo, sempre secondo quanto riportato nel dossier, si contano circa 60 incidenti marittimi all’anno e in circa 125 di questi sono coinvolte navi che provocano sversamenti di petrolio e di sostanze chimiche. Secondo l’Unep Map, ogni anno nel Mediterraneo finiscono da 100 a 150 mila tonnellate di idrocarburi. Quantita’ confermate dalla densita’ del catrame pelagico riscontrata nel mare, con una media di 38 milligrammi per metro cubo, la piu’ alta del mondo. Le zone piu’ a rischio d’incidente a causa dell’intenso traffico marittimo sono gli stretti di Gibilterra e Messina, il canale di Sicilia e gli avvicinamenti allo stretto di Canakkale, nonche’ vari porti tra cui Genova, Livorno, Civitavecchia, Venezia, Trieste, Pireo, Limassol/Larnaka, Beirut ed Alessandria. Dal 1985 si sono verificati nel Mare Nostrum 27 incidenti rilevanti (4 in Italia, 3 in Turchia, 3 in Libano, 3 in Algeria, 5 in Spagna, uno in Egitto, 6 in Grecia, uno in Francia ed uno a Malta) con uno sversamento complessivo di 271.900 tonnellate di idrocarburi. L’Italia detiene il record per numero di raffinerie (17) e di porti petroliferi (14), oltre che il primato del greggio versato nei principali incidenti (162.600 tonnellate).

Fonte: ansa

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