Le bandiere blu della Fee

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ROMA. L’assegnazione delle bandiere blu da parte della Fee (la Fondazione per l´educazione ambientale) avrà fatto sicuramente piacere agli amministratori delle località premiate, in particolare quelli della Toscana, regione che ha ricevuto un riconoscimento in più rispetto allo scorso anno e che risulta prima a livello nazionale. Con le località Forte de Marmi, Pietrasanta, Camaiore, Viareggio in provincia di Lucca, il Litorale di Pisa, Antignano e Quercianella a Livorno, Castiglioncello e Vada a Rosignano Marittimo, Gorette e Marina di Cecina, Bibbon Castagneto Carducci e San Vincenzo. Per la provincia di Grosseto le premiate sono Follonica, Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto e Principina a Mare e Monte Argentario, sono infatti quindici le bandiere blu ricevute rispetto alle 14 dello scorso anno.
Ma non altrettanto si può dire da parte di numerosi lettori del sito di Repubblica, che evidentemente frequentano quelle località e non si sono trovati d’accordo con i premi assegnati.
Le Bandiere Blu 2007, presentate oggi a Roma da Fee, in collaborazione con Cobat e Coou, i Consorzi obbligatori per la raccolta delle batterie e degli oli esausti, vanno a 96 località contro le 90 dello scorso anno e due vessilli in più vanno anche ai porti passati in rassegna.
La Toscana mantiene il primato dello scorso anno e lo migliora, tallonata dalla Liguria (13 bandiere rispetto alle 12 dello scorso anno). Fanalino di coda rimane ancora il Sud nonostante l´alto numero di candidature. Motivo per le bocciature di molte località della costa meridionale è stata la scarsa capacità di crescere sulla gestione dei rifiuti.
Il parametro della raccolta differenziata è infatti tra quelli considerati, assieme ad acque pulite, perfetta depurazione, aree pedonali, piste ciclabili, aree verdi, arredo urbano, agevolazioni per i portatori di handicap, che sono i criteri ai quali i comuni devono rispondere per ottenere il riconoscimento di qualità.
Riconoscimento che però non è parso molto gradito in molte delle località premiate, da altrettanti frequentatori delle spiagge cui sventolerà il vessillo e, del blog del sito di repubblica. La frase più frequente riguarda lo stupore rispetto alla quasi totale mancanza delle località della Sardegna, e si arriva poi a ipotizzare un giro d’affari dietro alle assegnazioni fatte.
Quello più tenero avverte da parte di una bloggista toscana che i colori di moda questa estate non sono il blu, turchese e verde ma il marrone grigio e il verdastro e quindi la Fee si sarebbe adeguata.
Ma al di là delle percezioni soggettive e dei gusti dei bagnanti, a fronte dei riconoscimenti che saranno pur meritori da parte delle amministrazioni che li hanno ricevuti, resta il fatto che spesso nei territori costieri si concentrano le principali attività legate al mattone in nome di uno sviluppo turistico che ben poco ha a che vedere con un equilibrato utilizzo dell’ambiente e della sostenibilità in genere.
Inoltre riguardo la qualità complessiva del nostro mare, al di là delle indagini igienico sanitarie ai fini della balneazione, che devono essere fatte per legge, rimane ben poco. Il programma di monitoraggio sull’ecosistema mare nella sua complessità, ovvero acqua, sedimenti e biota, varato dal ministero dell’Ambiente (quando il ministro era Edo Ronchi) e faticosamente riconfermato (seppur di anno in anno e sei mesi in sei mesi) durante la scorsa legislatura, giace adesso nel limbo, da gennaio, al ministero dell’ambiente. Che per volere dell’attuale ministro, al momento del suo insediamento, ha cambiato nome, con l’aggiunta per l’appunto del mare dopo ambiente e territorio.

Fonte: Greenreport

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