L’ICRAM segue via satellite i pesci mangia meduse

ROMA – Per la prima volta in Mediterraneo due pesci luna (Mola mola), uno di 25 kg e l’altro di 30 kg, sono stati marcati con dei trasmettitori satellitari nei giorni 10 e 11 maggio da due ricercatori dell’Istituto centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare (Icram), Simone Canese e Andrea Cardinale. L’operazione si e’ svolta nella tonnara di Carloforte, situata sull’isola di San Pietro, nella parte sudoccidentale della Sardegna e consentira’, tramite i dati raccolti sui microchip, di seguire dal satellite gli spostamenti dei due animali fino alla fine di agosto. Un importante passo in avanti della ricerca, fa notare l’Icram, perche’ fare luce sulle rotte di questi pesci permettera’ di raccogliere informazioni sulla presenza e i movimenti delle loro prede principali: zooplancton e meduse. ”Si tratta di un altro tassello strategico nella conoscenza delle reti trofiche del Mediterraneo ‘ spiega Silvio Greco, coordinatore scientifico dell’Icram – in particolare alla luce delle alterazioni dei bassi e medi livelli della catena alimentare marina che porta all’abnorme presenza di meduse nei mari italiani”. L’operazione di marcatura e’ stata possibile grazie alla collaborazione dei colleghi dell’Universita’ di Cagliari, il professore Angelo Cau della direzione, del personale e dei subacquei della tonnara. Chi sono i pesci luna? Sono i pesci ossei piu’ grandi presenti in tutti i mari del mondo, possono superare i 3 metri di lunghezza e raggiungere i 2.300 kg di peso, le femmine di questa specie producono piu’ di 300 milioni di uova, stabilendo il record mondiale di fecondita’. Sono presenti in tutti gli oceani del mondo ed e’ una specie diffusa anche nel Mediterraneo. Frequentano le acque profonde e talvolta si avvicinano alla costa, ma hanno un carattere timido e quindi capita raramente un incontro ravvicinato con i subacquei. Di questi ”mangiameduse” si sa poco: non si hanno ancora informazioni su comportamenti e abitudini migratorie della specie. Qualche dato arriva da studi condotti in Usa, dove e’ emerso quanto questi pesci siano attivi nuotatori, capaci di percorrere grandi distanze in pochi giorni, immergendosi fino a grandi profondita’.

Fonte: ansa

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