Tunisia-Italia: intesa per area protetta cetacei

ROMA, 21 MAG – Nuovi progressi nella cooperazione tra Italia e Tunisia sulle problematiche del mar Mediterraneo e la conservazione della biodiversita’, con l’avvio, tra l’altro, di un’intesa per la nascita, nel canale di Sicilia, di un’area di protezione dei cetacei. E’ il risultato dell’incontro di oggi tra il sottosegretario all’Ambiente Gianni Piatti e il ministro dell’Ambiente tunisino in occasione dell’iniziativa ‘Fisheries and respect of marine mediterranean biodiversity’, promossa a Tunisi da Marevivo con la collaborazione del ministero dell’Ambiente e della Marina militare italiana. ”L’incontro di oggi – ha spiegato Piatti in una nota – ha portato passi avanti significativi sia nella cooperazione tra Italia e Tunisia ma, soprattutto nell’aver messo al centro dello scambio le problematiche del mar Mediterraneo. La disponibilita’ del ministro dell’Ambiente tunisino, che ha posto questioni di primaria importanza per questo Paese del nord-Africa, come la protezione delle coste e la conservazione della biodiversita’, e la disponibilita’ ad accogliere i rilievi tecnici e di fattibilita’ per alcuni importanti progetti comuni che si vogliono realizzare – ha aggiunto – ha prodotto anche, tra le altre, un’intesa ed una condivisione di massima all’idea della creazione, nel canale di Sicilia, di un’area di protezione dei cetacei che possa favorire la conservazione e la tutela di alcune specie marine protette che, in questo tratto di mare, sono vittime non solo dell’inquinamento, che sta progressivamente mettendo in seria sofferenza tutto il Mediterraneo, ma anche della pesca illegale e dei mutamenti climatici che modificano irreversibilmente gli ecosistemi marini”. All’incontro ha partecipato anche la presidente di Marevivo Rosalba Giugni, che ha presentato al ministro dell’Ambiente della Tunisia la campagna ‘Mediterranean Freedolphin’ dedicata ai temi della pesca sostenibile e della tutela dei cetacei, entrata in questi giorni nel vivo con la presentazione del marchio ‘Mediterranean Freedolphin’ per riconoscere il pescespada catturato esclusivamente con sistemi di pesca legali che non mettono a rischio la vita dei cetacei e delle altre specie marine protette.

Fonte: ansa

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: