Giochi del mare: record mondiale di apnea per Arrigoni

Roma, 25 giu. (Adnkronos) – Record del mondo ai Giochi del Mare di Formia e Ventotene. Simone Arrigoni ha battuto, questa mattina, il primato della distanza in apnea in assetto costante. Il sub romano ha coperto una distanza di 231 metri alla profondità di 3 metri, in 2 minuti e 16 secondi. Il precedente primato, detenuto da un altro atleta italiano, Nicola Bischeggiano, era di 213 metri. Ben 18 metri in più, dunque, per Arrigoni, che arriva così a 5 record mondiali.
Il tentativo, portato felicemente a termine nelle acque del Golfo di Formia durante la seconda giornata dei Giochi del Mare, è il primo nel quale Arrigoni, che solitamente si cimenta nel nuoto a rana, ha utilizzato un propulsore subacqueo. Uno strumento a batteria elettrica, 35 chili e peso e 108 cm di lunghezza, capace di sviluppare una velocità di 100 metri al minuto. Un gioiello di tecnologia che coniuga potenza e stabilità, costruito da Ioannis Kassimatis con eliche ed elaborazioni di Rino Vagnarelli ed elettronica di Luca di Francesco e Petros K. Notaras.
”Ci sono voluti due anni per metterlo a punto”, spiega Arrigoni, che si è immerso assistito da una squadra di sette sommozzatori e dalle imbarcazioni della Guardia Costiera. Il record, come tiene a precisare Arrigoni, è dunque frutto di un vero e proprio gioco di squadra, in cui parte essenziale è il monitoraggio medico dello specialista, Stefano Mosillo.
Romano, 34 anni, insegnante di musica, Arrigoni è noto per imprese sportive al limite, come i 41 metri nuotati in apnea sotto i ghiacci. Quello di Formia è il suo secondo record mondiale ai Giochi del Mare. Il primo, senza propulsore, fu raggiunto all’edizione di Palermo, nel 2004: 68 metri di nuoto a rana in apnea in assetto costante. Il sub romano guarda già al futuro e non esclude una nuova sfida ai Giochi del Mare del 2008, che saranno ospitati ancora a Formia, sulla scia delle manifestazioni sportive che preludono al grande appuntamento dei Mondiali di Nuoto Roma 2009.
”Devo molto a questa manifestazione che ha creduto in me quando non ero nessuno – osserva, modestamente, il recordman – e credo moltissimo nella sua capacità di far conoscere ai giovani sport diversi, che non vanno sotto i riflettori ma sono belli, puliti. Iniziative come questa aiutano a capire che lo sport non è prestazione estrema che si raggiunge da un momento all’altro ma un lavoro lento e paziente, che inizia facendo un corso, imparando man mano e innamorandosi di quello che si fa”.

Fonte: Adnkronos

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