Parte il programma per la tutela delle tartarughe marine

REGGIO CALABRIA, 26 GIU – L’ associazione ambientalista Cts ha varato, in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente, un programma di monitoraggio lungo il versante ionico reggino per la tutela delle tartarughe marine. L’ iniziativa del Settore conservazione natura del Cts, associazione impegnata da oltre 15 anni nello studio e nella protezione della tartarughe, si articolera’ su due livelli. ”Il nostro lavoro – – ha detto Simona Clo’, responsabile nazionale del Settore conservazione natura del Cts – si svolge su due diversi fronti Da un lato stiamo intervenendo per recuperare animali feriti o catturati accidentalmente dai pescatori lungo le coste calabresi e, dall’altro, stiamo partendo con un monitoraggio delle femmine nidificanti lungo il versante ionico della provincia di Reggio Calabria”. Grazie alla stretta collaborazione con le Capitanerie di porto e i pescatori, gli animali recuperati vengono ospitati all’interno del Centro recupero tartarughe marine del Cts a Brancaleone. Qui uno staff di biologi e veterinari provvede alla loro cura e alla loro riabilitazione. Il Centro e’ attrezzato con sala operatoria, apparecchio per radiografie, camera oscura, microscopio e una serie di vasche per la degenza degli animali da riabilitare. Per facilitare il pronto intervento e’ stato attivato, in collaborazione con Europe assistance, un servizio Sos Tartarughe, con un numero verde (800 904 841) attivo 24 ore su 24, per la segnalazione di catture accidentali e il coordinamento delle attivita’ di recupero. ”E’ nelle nostre intenzioni – ha detto l’ assessore regionale all’ Ambiente, Diego Tommasi – far diventare il Centro di Brancaleone, entrato gia’ a far parte di diritto della rete nazionale Tartanet, un punto di riferimento per lo studio e la salvaguardia di questi animali per tutta la Calabria, oltre che un centro per la divulgazione delle informazioni sulla biologia e le minacce alla conservazione per le tartarughe”. Le attivita’ di monitoraggio prevedono il controllo delle spiagge durante le ore notturne per identificare le femmine nidificanti. Per non disturbare la delicata fase della deposizione delle uova, si procedera’ alla misurazione ed alla marcatura dell’esemplare solo quando tutte le sue attivita’ saranno terminate. ”La Regione Calabria – ha detto il Direttore generale della Direzione protezione natura del Ministero dell’Ambiente, Aldo Cosentino – riveste un ruolo strategico per la conservazione delle tartarughe marine della specie Caretta caretta. Il litorale ionico, infatti, insieme alla costa meridionale della Sicilia e alle isole Pelagie, e’ uno dei piu’ importanti siti di nidificazione presenti in Italia, avendo ospitato negli ultimi anni numerose ovodeposizioni. Per questo abbiamo deciso di sostenere il progetto del Cts che opera gia’ in Calabria con il progetto Life Natura Tartanet e che si propone con questa nuova iniziativa di effettuare un monitoraggio delle femmine nidificanti”. Una task force di volontari provenienti da tutta Italia lavorera’ al fianco dei ricercatori per identificare i nidi e vigilare sulle uova di mamma tartaruga, che grazie a quest’ iniziativa del Cts potra’ dormire sonni tranquilli. ”Per garantire adeguate misure di conservazione a questa specie – ha sostenuto il responsabile del Centro recupero tartarughe marine Cts di Brancaleone, Domenico Morabito – chiediamo che venga istituita al piu’ presto una Riserva naturale regionale che protegga i siti di ovodeposizione presenti lungo il litorale ionico della provincia di Reggio Calabria, che a ragione potrebbe essere ribattezzata come la ‘Costa delle tartarughe”’.

Fonte: ansa

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