Pronto il piano salva-squali

ROMA, 19 GIU – Pronto il piano d’azione nazionale per salvare gli squali. L’Icram (l’Istituto per la ricerca sul mare) ha consegnato al ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, il piano con le linee-guida. Il programma salva-squalo riguarda le 75 specie tra squali, razze e chimere, cioe’ i pesci cartilaginei, che nuotano nelle acque italiane e che costituiscono l’11% del numero totale di specie ittiche presenti. La consegna delle linee-guida e’ avvenuta nel corso della presentazione della manifestazione di Marevivo ”Stelle di mare lungo il fiume”, a Roma. In particolare sono 10 le linee-guida messe a punto dall’ Icram: dalla creazione di un sito on-line dedicato al piano alla mappatura delle specie per avere il quadro della loro distribuzione all’indagine del pesce sbarcato nei siti commerciali. Si prevede anche un’analisi dell’impatto della pesca sportiva per arrivare a una vera e propria guida di riconoscimento delle singole specie. Cinque le categorie di rischio in cui sono suddivise le specie: bandierina rossa per quelle con massimo allarme e protette come lo squalo bianco e lo squalo elefante; gialla per le specie minacciate; azzurra per quelle sensibili; fucsia per quelle stabili; grigia per le specie occasionali. Gli squali, le razze e le cosiddette chimere, ha spiegato il direttore scientifico dell’Icram, Silvio Greco, ‘’sono un gruppo di pesci la cui principale caratteristica e’ lo scheletro composto di cartilagine. Si tratta in generale di attivi predatori collocati all’apice delle catene alimentari marine e la loro azione e’ quella regolatrice e di controllo sulle popolazioni predate”. Da qui la loro importanza e la necessita’ ha sottolineato Greco, ”di misure urgenti di conservazione e di gestione”. E gli attacchi di squali? ”In tutto il Mediterraneo dal ‘57 si contano sulle dita di una mano e non sono neanche sicuri – ha detto Greco – muoiono piu’ persone per gli attacchi di vespe”. E sul mare, in linea generale, il ministro dell’Ambiente, Pecoraro Scanio, ha sottolineato l’importanza di ”dare un segnale concreto di tutela sulle specie in via di estinzione. Abbiamo la responsabilita’ di mantenere l’equilibrio di questo mare fin troppo sfruttato, che rappresenta lo 0,8% della superficie del Pianeta ma ospita il 30% di trasporto marittimo”.

Fonte: ansa

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