WWF: sos per l’anguilla europea

ROMA, 18 GIU – Per il prossimo Natale a rischio uno dei piatti tipici della tradizione: il capitone. La sopravvivenza dell’anguilla europea e’ infatti in pericolo. A lanciare l’S.o.s. per la specie e’ il Wwf. ”Il consiglio internazionale per l’esplorazione del mare, Ices – spiega Marco Costantini, responsabile Mare per il Wwf Italia – ha recentemente messo in luce che l’anguilla europea e’ in drammatico declino. Ad esempio, il reclutamento delle cieche d’ anguilla ha ormai raggiunto livelli minimi. In 12 paesi europei, tra il 1988 e il 1999 si e’ assistito ad un declino del 90-95%”. La cieca d’anguilla rappresenta la prima fase di crescita di questo pesce, che si riproduce una sola volta nella vita, quando lascia l’acqua dolce e intraprende un lungo viaggio migrando dall’Europa fino al Mar dei Sargassi nell’Oceano Atlantico, vicino alle Bermuda. Poi le piccole anguille impiegano almeno un anno per arrivare in Europa. Di qui l’importanza di regolamentarne il commercio. ”Il mercato dell’anguilla e’ vasto e importante – afferma Costantini – le anguille vengono esportate in Asia, nelle loro forme giovanili, mentre gli adulti vengono commerciati dai paesi mediterranei, e in particolare l’Italia, verso parte dei paesi nordeuropei. L’Italia non va dimenticato e’ il piu’ grande produttore europeo, di prodotto pescato ed allevato”. Zone d’elezione dell’anguilla sono quelle costiere, in particolari lagunari, come nel Delta del Po e negli stagni sardi. Importante, secondo il Wwf, la sopravvivenza della specie, ma anche quella del mercato: occorre gestire bene la risorsa. ”E’ vitale che i Paesi europei, ma anche degli altri dove la specie e’ presente, come i Paesi del Nord Africa, prendano misure urgenti per affrontare i problemi ambientali che hanno portato al declino dell’anguilla” afferma Stephane Ringuet, della rete Traffic. Secondo il Wwf il commercio illegale organizzato da bande criminali, oltre ad un importante commercio delle giovani anguille dall’Europa all’Asia (specie Cina e Giappone) per l’acquacoltura, sono ulteriori problemi per la specie. ”Ma non e’ solo la pesca a minacciare l’anguilla – spiega Costantini – l’inquinamento, la drammatica riduzione degli habitat favorevoli, le regimentazioni dei fiumi, e l’ assenza degli accorgimenti che consentano la sua migrazione dai fiumi al mare, sono le altre minacce alla sua sopravvivenza”.

Fonte: ansa

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