Dagli Stati Uniti alla Spagna su una barca preistorica

New York, 11 lug. (Ap-Apcom) – Dagli Stati Uniti alla Spagna su una barca preistorica, per dimostrare che l’America non è stata ’scoperta’ nel 1492 da Cristoforo Colombo e nemmeno mezzo millennio prima dai Vichinghi. L’avventura, a metà tra la regata e la spedizione archeologica, è iniziata oggi e ha l’obiettivo di dimostrare che l’Oceano è stato attraversato 12.000 anni prima; o almeno, che gli uomini dell’età della pietra erano in grado di farlo. Come testimoniano, secondo il professore-navigatore Dominique Gorlitz, una serie di indizi: le tracce di tabacco e cocaina trovate nella mummia di Ramsete II, i graffiti preistorici raffiguranti correnti marine nella grotta spagnola di Cueva del Castillo.

Se il tabacco e la cocaina sono arrivati in Egitto ai tempi dei Faraoni, e se la conoscenza del mare era già così profonda dodicimila anni fa, che altro serve per riscrivere la storia? Gorlitz si è risposto da solo: attraversare l’Atlantico su una barca che sia la fedele riproduzione di quelle dell’epoca. L’ha costruita un artigiano indio che vive sul lago Titicaca, usando canne di papiro ed eucalipto, sotto la supervisione di colui che è il maggiore (tra i pochi) esperto in materia.

La Abora3, come è stata chiamata in onore di una divinità venerata nella notte dei tempi, è stata varata un mesetto fa e oggi ha iniziato il suo viaggio. Trainata fino alla Statua della Libertà, e poi a vele spiegate fino alle Azzorre, prima tappa di un viaggio che in due-tre mesi dovrebbe portarla fino alle Canarie. Con i suoi dodici uomini (in realtà c’è anche una studentessa universitaria tedesca a bordo) a bordo, inclusi Gorlitz e chi Abora l’ha costruita, Fermin Limachi. Fermin fa barche del genere per lavoro, sul Titicaca, e suo padre aveva attrezzato la barca di balsa sulla quale 60 anni fa un esploratore norvegese, Thor Heyerdal, aveva aperto la strada a Gorlitz navigando dal Perù alla Polinesia alla ‘vecchia maniera’.

Abora3 è lunga 12 metri, larga 4, pesa 12 tonnellate. ed ha richiesto un anno abbondante di lavoro. Per galleggiare galleggia, come è stato ampiamente testato prima della partenza. Goring è certo di vincere la sua scommessa, provando che in un senso o nell’altro – a suo dire in entrambi – il Nuovo e il Vecchio mondo erano in contatto dodicimila anni prima di Colombo. E non grazie al Gps o al telefono satellitare che porterà con se. Tra lo scetticismo di molti studiosi e archeologi, che non riterrebbero comunque dimostrata la teoria ai fini della storia.

Fonte: alice notizie

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