Il video del mostro di Loch Ness: Nessie riemerge dalle acque

Nuovo documento sull’esistenza del mostro di Loch Ness dopo un lungo silenzio mediatico. L’autore: «Pensavo fosse una grossa anguilla»

EDIMBURGO
– Dopo una lunga estinzione mediatica, Nessie è tornato a galla: un nuovo video filmato sabato fornisce le migliori immagini mai riprese del mostro di Loch Ness, emerso per una salutare nuotatina e di nuovo approdato agli onori della cronaca. «Non credevo ai mei occhi quando ho visto questo animale di colore nero, lungo circa 15 metri, che si muoveva piuttosto rapidamente», racconta l’autore del video, il 55enne Gordon Holmes, secondo il quale la bestia procedeva a circa sei nodi: «All’inizio pensavo potesse essere una grossa anguilla, hanno caratteristiche morfologiche simili ai serpenti e potrebbero spiegare molti degli avvistamenti fatti negli ultimi anni». In attesa del verdetto degli esperti che hanno preso in esame il filmato, le teorie alternative non mancano: l’ultima riteneva Nessie il frutto dell’idea pubblicitaria del padrone di un circo, che aveva visto uno degli elefanti fare il bagno nel lago.
PROBOSCIDE? – Avanzata da Neil Clark, paleontologo dell’Unterial Museum dell’Università di Glasgow, la teoria si basa non solo su una reinterpretazione della famosa foto che ritrae Nessie mentre incrocia maestosa le placide acque del lago (o la proboscide dell’elefante che emerge dalle medesime acque, secondo le opinioni) ma anche sul fatto che subito dopo il primo avvistamento moderno (risalente al 1933) un impresario avesse offerto la principesca somma di 20 mila sterline dell’epoca a chi avesse catturato il mostro. Una somma tale da ammettere come unica spiegazione il fatto che l’uomo sapesse benissimo di avere il mostro già nel suo circo, che avrebbe beneficiato della pubblicità generata dalla caccia a Nessie. Come accertato da Clark, dopo l’apertura negli anni Trenta della strada A82, che passa non lontano dalla sponda occidentale del lago, numerosi circhi itineranti si erano spinti nella zona di Inverness e il lago Loch Ness veniva utilizzato come un luogo di sosta per far riposare gli animali.
SAN COLOMBANO – L’unica falla della teoria è che non spiega gli avvistamenti anteriori al XX secolo: il primo avvistamento documentato risale al 690 d. C. e ne è protagonista il monaco irlandese San Colombano: il quale, poco propenso a soddisfare una naturale curiosità scientifica vista la mole e l’appetito dell’animale, scacciò la povera bestia a forza di preghiere. Stando alla «Vita Sancti Columbae», il Santo si era recato nella regione dei Picti, sul fiume Nes, quando vide un gruppo barbari impegnati nella poco piacevole attività di seppellire un compagno. Il motivo della triste cerimonia gli fu presto spiegato: il poveretto stava pacificamente nuotando nel lago quando «fu catturato da una selvaggia bestia marina». A queste parole San Colombano ordinò a uno di loro di raggiungere a nuoto l’altra riva e portargli la barca che vi si trovava ancorata. Ma la vicenda finì male: il mostro lo vide e gli si precipitò incontro «con le fauci spalancate».

Fonte: Corriere.it

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