Litorali selvaggi, ne restano solo 10

ROMA – Sono dieci le spiagge selvagge da salvare in Italia, gioielli della natura che rappresentano il meglio di quel che e’ rimasto ancora intatto lungo le coste dello stivale. A poter vantare questi angoli di paradiso doc sono Toscana, Lazio, Campania, Veneto ed Emilia-Romagna, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna. E qui infatti che il Wwf ha selezionato i magnifici dieci tratti di costa caratterizzati da dune selvagge, sulla base di sviluppo, importanza e valore. Si parte dal Parco Migliarino San Rossore, passando dalle dune della Maremma toscana e il Parco del Circeo fino a risalire al delta del Po, per scendere poi sulla costa ionica lucana , arrivare alla costa della Riserva naturale di Torre Guaceto, alle isole con la Riserva naturale di Torre Salsa, la costa di Vendicari e Capo Passero, l’area di Piscinas Pistis e quella di Porto Pino.
L’occasione per tracciare questa mappa e stata la presentazione oggi della nuova Oasi affiliata alla rete di aree tutelate dal Wwf., l Oasi di San Felice, di proprieta del gruppo Allianz e con il patrocinio del Comune di Grosseto. Un nuovo tassello nella tutela di aree preziose come quelle delle dune doc scelte dal Wwf , divenute ormai una rarita a rischio estinzione. Di qui l appello degli ambientalisti per riuscire a conservarle, anche grazie all intervento di privati. Solo nelle dune doc ad esempio si possono ritrovare i fiori bianchi e profumati del giglio di mare, oppure il papavero dorato e il fiordaliso rosa delle spiagge, il ravastrello, la crucianella marittima e il fiore a campanella della soldanella di mare.
A minacciare le aree costiere e un processo rapido e di grande impatto, con spiagge che arretrano anche di metri, determinato dall intervento dell’uomo: prelievo di ghiaia dai corsi d’acqua, costruzione di dighe lungo i fiumi, una gestione sbagliata delle spiagge con l’eliminazione delle piante tipiche delle dune e la distruzione in mare della posidonia. Senza dimenticare i cambiamenti climatici, che stanno alterando gli equilibri naturali del mare.
Dai dati di un rapporto del Wwf e stato calcolato che su circa 8000 chilometri di costa, soltanto 362 aree sono risultate libere, cioe non interessate da insediamenti umani, per un totale di circa 2200 ettari. Dunque il 29% delle coste e integralmente libero, il 13% e oggetto di occupazione parziale, il 58% di occupazione estensiva. Il 42% delle spiagge italiane e poi soggeto al fenomeno dell erosione, soprattutto a causa della costruzione di sbarramenti, al dragaggio di sabbia e ghiaia dagli alvei fluviali e alla costruzione di porti e strutture, che bloccano l arrivo al mare dei sedimenti in grado di ricostruire la spiaggia erosa. Un approccio devastante secondo il Wwf, in un Paese in cui 33 aree costiere, per un totale di 4.500 chilometri quadrati, sono a rischio, come si afferma in uno studio sulla vulnerabilita climatica del nostro Paese.
LA MAPPA DELLE DIECI COSTE GIOIELLO – SCHEDA
 Nella mappa delle dune selvagge doc, spiega il Wwf, bisogna considerare che sull Adriatico esiste una sola area libera di dimensione rilevante: e il Delta del Po, circa 60 chilometri. E invece piu favorevole la situazione nel Tirreno, a cominciare dalla Sardegna che ha in Italia il maggior numero di chilometri di costa libera. Qui si concentrano quasi un terzo di tutte le aree libere costiere dell Italia e vi sono le aree a piu elevato livello di qualita : il 15% delle coste e infatti costituito da aree integre e il 35% da aree soltanto in parte modificate. Quelli che seguono sono 10 tratti di costa a dune che per sviluppo, importanza, valore, rappresentano una selezione del meglio rimasto in Italia.
TOSCANA: Nel Parco Migliarino San Rossore per 23 km di costa, da Viareggio a Livorno, si susseguono gli arenili e le dune sabbiose , la cui estensione complessiva e di circa 24.000 ettari. Le dune si estendono su 250 ettari del parco, e possono raggiungere i 7-10 metri; il tratto costiero del Parco naturale della Maremma e molto vario. Ci sono dune tra Castiglion della Pescaia e Marina di Grosseto, quelle dei tomboli che legano l Argentario al continente e ancora quelle di Capalbio fino al confine con il Lazio
LAZIO: Nel Parco del Circeo, sulla costa tirrenica del Lazio meridionale, tra Anzio e Terracina, sui 22 km della fascia costiera sabbiosa si estendono dune di rara bellezza e imponenza, dove si trovano il ginepro coccolone (Juniperus communis)e il giglio marino (Pancratium maritimum), pianta oramai rara in tutta Italia
VENETO-EMILIA-ROMAGNA: Nel Delta del Po, che si sviluppa per oltre 60 Km, si trovano specie caratteristiche delle dune a fianco di specie endemiche o rarissime come l ibisco litorale (Kosteletzkya pentacarpos), l apocino veneziano (Trachomitum venetum) o il Lino delle fate (Stipa veneta). Circa l 85% delle specie di uccelli europei stazionano nel delta o transitano durante le migrazioni, e qui e possibile vedere moltissimi rettili e anfibi. A Massenzatica, ma anche in provincia di Rovigo, si conserva il relitto di un’antica linea dunale costiera, di circa 3000 anni fa, piu interna di almeno 12 km rispetto alla riva attuale dell’Adriatico
BASILICATA: Sui 35 km della costa ionico-lucana, tra Metaponto e Nova Siri, si alternano spiagge dalla sabbia finissima ad arenili ciottolosi. Ambienti ideali per la nidificazione della Tartaruga marina (Caretta caretta)
PUGLIA: Sulla costa della Riserva naturale di Torre Guaceto la barriera dunale e alta fino a 10 metri e lunga per circa 800, creata dall azione congiunta di vento e mare. Crescono la calcatreppola marittima, l euforbia marittima, la cakile, la gramigna delle spiagge la santolina delle spiagge. Si avvistano tartarughe marine Caretta caretta
SICILIA: Sulla costa della Riserva naturale di Torre Salsa l ambiente dunale rimane uno dei pochi esempi integri ormai sopravvissuti in Sicilia Il litorale della riserva e lungo circa 6 chilometri ed e luogo ideale per l ovodeposizione delle tartarughe marine della specie Caretta caretta; lungo i 3 km di litorale di Vendicari si sviluppano dune di larghezza variabile tra i 25 e 40 metri e di altezza massima di circa 6-8 metri, mentre presso Capo Passero, le dune sabbiose si alternano a scogliere a picco sul mare. Importanti entrambi per specie floristiche e faunistiche uniche e perche uno degli ultimi ecosistemi dunali ancora esistenti nell isola
SARDEGNA: Le dune di Piscinas, tra le piu grandi in Europa, sono state dichiarate patrimonio dell umanita da parte dell Unesco. Si spingono nell entroterra per circa 2 chilometri raggiungendo un altezza massima di 100 metri, continuamente rimodellate dal vento. Si trova in particolare il ginepro coccolone, con molti esemplari centenari e il cervo sardo; i circa 2700 ettari di Porto Pino costituiscono un area di pregio, con le dune che raggiungono i 35 metri d altezza.

Fonte: ansa

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