Pesci sotto stress all’acquario di Genova

Il cartellone affisso alla parete – non appena entrati all’Acquario di Genova – è limpido come l’acqua delle vasche. Cita testualmente: «L’acrilico delle vasche funziona come specchio se stimolato da fonti luminose, gli animali delle vasche sono sottoposti a continuo stress visivo». Rieccoci. Lo stress: anche gli innumerevoli pesci dell’Acquario genovese saranno oggetto di patologia. Questa volta la causa non sono le tasse, la disoccupazione, moglie, mariti o figli con i quali non ci si comprende. Ma la causa resta, purtroppo, l’uomo.

I flash fotografici dei visitatori creano «danni fisiologici» agli animali. Sa un po’ di ambiguo che il cartellone sia affisso proprio sopra un banco di vendita di macchine fotografiche senza flash e quindi utilissime alla “prevenzione” dello stress dei pesci. Ma non abbiamo da nutrire alcun dubbio: non è una trovata pubblicitaria.

Gli studiosi hanno percepito irritabilità ed alterazioni del comportamento negli animali dell’Acquario. Anche il film tridimensionale (con occhialini da pagliaccio, ma molto efficaci) che ci catapulta negli abbissi marini sottolinea il rischio di tale patologia ittica. «No flash, happy fish» cita la pubblicità che precede la proiezione.
Ma l’uomo cosa fa? I visitatori come si comportano? Pur essendo in vacanza ed approfittando della immensa ospitalità degli amici “mentelocaliani”, non mi sono sottratto a qualche dovere giornalistico. Ho scrutato – laddove i colori e le specie dei pesci erano più interessanti – il nostro comportamento. Proprio noi, gli uomini, i visitatori, quelli a cui sono rivolti i disperati segnali di prevenzione nei confronti di uno stress a cui neanche pesci si sottraggono. Risultato: il trionfo dell’indifferenza e dell’egoismo.

Senza distinzione di razza, provenienza o colore di pelle, i visitatori continuano a sparare flash non curanti dei potenziali effetti. Apparecchi fotografici – amatoriali o professionali – e telefonini sono come lampi a ciel sereno, degni di un concerto rock. Non è una carenza organizzativa, la vigilanza dell’Acquario si sforza di far rispettare le regole ed ho inteso personalmente richiamare al rigore alcuni fotografi porta-stress. Mi è sembrato come il tentativo dei vigili romani intenti a far rispettare le norme del traffico: praticamente impossibile.

Sono rimasto stupito nell’immaginare come, anche i pesci, unici esseri al mondo portatori del silenzio assoluto, o se preferite privi della parola o dei suoni verbali, anche loro pur senza tumori invalidanti, non sono immuni dalla nevrosi e dello stress.

Immagino – in un mondo da fiaba – un pesce neuropsichiatra che studia le cause patogenetiche dei pesci nell’Acquario: «Una della più frequenti cause di nevrosi ittica», citerebbe il trattato specialistico, «sono i visitatori, dunque gli uomini della terra».

Quando il rispetto tra l’uomo e se stesso, tra l’uomo, la natura e l’ambiente non sarà più un optional, ci potremo considerare razza superiore. Ma non adesso.
E pensare che la natura ci offre se stessa, a volte con pericoli, altre con benefici. Girate con attenzione tutti i settori dell’Acquario di Genova e subito dopo aver visto i coccodrilli (non vorrei mai incontrarli con esiti da nevrosi da stress), c’è un piccolo angolo senza pesci, ma dove si parla del tesoro vegetale e dei benefici miracolosi di una regione sperduta nel mondo: il Madagascar. Un quarto delle nuove medicine provengono dalle foreste tropicali e, di giorno in giorno, gli studiosi sono alla scoperta di nuove molecole. Una in particolare, la “Pervinca del Madagascar”, ha dato i primi grandi risultati nel temibile settore delle leucemie.

Chi usufruirà di tutto questo? L’uomo di certo. E non quei poveri ed indifesi amici della natura che da tempo allietano i weekend e le vacanze dei visitatori dell’Acquario. Per loro solo flash o una terapia ansiolitica – magari dal Madagascar – nella speranza di un improvviso black out a macchine fotografiche e telefonini.
di Leopoldo Ragusa

Fonte: mentelocale.it

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One Response to Pesci sotto stress all’acquario di Genova

  1. DarkAryn ha detto:

    quanto hai ragione!
    Sono stato proprio ieri all’acquario di genova e ho potuto vedere di persona che ci sono ancora tante persone che usano il flash, però ti dirò che a rispetto all’anno scorso mi sono parse meno le persone che lo usano…

    Ho visto che hanno decisamente migliorato la vasca dei pinquini e ho apprezzato molto i salti dei delfini, cosa che non avevo mai visto dal vivo…peccato per le foche che non stavano bene.

    Ciao!

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