Isola d’Elba: mentre si discute di area marina protetta i bracconieri saccheggiano il mare

MARCIANA MARINA (Livorno). All’Elba si sta discutendo animatamente da mesi, anzi da anni, di Area marina protetta, zonazioni, deroghe, regolamenti norme per il futuro, ma il presente sembra fatto anche di preoccupanti episodi di bracconaggio e pesca illegale. Almeno a sentire Legambiente Arcipelago toscano alla quale arrivano «continue segnalazioni di pesca illegale, ma anche di cattura e vendita di esemplari sotto-taglia, di cattura di molluschi e crostacei durante la stagione riproduttiva e ben oltre le quantità consentite, di reti calate a ridosso degli scogli e tenute in posta per giornate di fila, di centinaia di nasse che popolano i fondali e che vengono salpate episodicamente. Una specie di delirio autodistruttivo della fauna ittica e della stessa ricchezza del mare che va fermato al più presto».
Il fenomeno sembra più acuto nella costa nord-occidentale dell’Elba, dove quelli che Legambiente definisce «i soliti noti», esercitano la notte la pesca subacquea con le bombole severamente proibita dagli articoli 128 e 128 bis del Dpr. 1639/1968.
«E’ chiaro – sottolinea il Cigno verde isolano – che questi tipi di pesca illegale, praticata da bracconieri senza scrupoli e da pescatori scorretti, danneggia fortemente i pescatori professionisti onesti e foraggia un commercio abusivo di pesce, anche sottotaglia, di molluschi (soprattutto polpi) e crostacei, anche durante i periodi di deposizione delle uova, con un forte danno per l’economia ittica e per il mantenimento ed il rinnovo delle risorse marine. A questo si aggiunge la pesca abusiva subacquea con autorespiratori, una forma di pesca completamente abusiva ed illegale, un vero e proprio bracconaggio difficilmente controllabile, che sconfina facilmente nelle aree marine protette perché esercitato durante la notte e che a volte si spinge fino a rubare il pesce dalle reti dei pescatori professionisti».
Legambiente chiede che venga messo un freno a questo bracconaggio ed a questo commercio illegale che sta depauperando le risorse mare elbano, chiede controlli più stringenti, anche a terra e su chi si presta ad acquistare e rivendere il pesce illegale, «per sconfiggere un fenomeno che sta desertificando un mare che è candidato a diventare un’Area marina protetta».

Fonte: greenreport

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