La bandiera russa nei fondali del Polo Nord

MOSCA – La Russia ha messo la sua bandiera sotto il polo nord geografico: ‘Mir-1′ e ‘Mir-2′, i batiscafi della spedizione inviata da Mosca per studiare i fondali della banchisa artica, hanno toccato stamane il fondo rispettivamente a 4.261 e 4.302 metri di profondità, piantandovi un vessillo bianco, blu e rosso di titanio dell’altezza di un metro, realizzato nei laboratori dell’enclave di Kaliningrad.
E’ la prima esplorazione diretta mai realizzata dei fondali artici. I due scafi subacquei, in grado di resistere a immani pressioni e già utilizzati a suo tempo per girare alcune scene del film ‘Titanic’ di James Cameron, sono stati salutati alla partenza da un incuriosito orso polare che si è avvicinato al buco praticato per la discesa nella banchisa.
E, secondo il deputato della Duma russa Artur Cilingarov, anche da aerei spia americani particolarmente interessati: la missione russa non ha soltanto lo scopo di oltrepassare l’ ultima frontiera degli abissi marini, ma anche di procurare prove per una rivendicazione territoriale. Se gli scienziati riusciranno a dimostrare che l’estensione della piattaforma continentale russa è maggiore di quella finora ipotizzata, Mosca potrà avanzare all’Onu una richiesta di ampliamento delle acque territoriali, coi relativi diritti di sfruttamento su 1,2 milioni di metri quadri di attuale banchisa polare, i cui fondali si presumono ricchi di idrocarburi.
Un ‘territorio’ forse destinato a sciogliersi con i cambiamenti climatici, ma ambito da molti: con la Russia, gli Usa, il Canada, la Norvegia e anche la Danimarca, grazie al suo controllo sulla Groenlandia. La missione dei due Mir (pace in russo) dovrebbe durare circa otto ore, di cui due per toccare i fondo marino, una di permanenza, circa cinque di risalita.
La difficoltà maggiore sarà centrare esattamente il buco di partenza: gli scafi non sono in grado di perforare la banchisa. Dell’equipaggio, di sei persone fra marinai e scienziati, fa parte anche un turista dell’estremo, il milionario svedese Frederik Polten, che ha pagato tre milioni di dollari per il biglietto. La spedizione russa, ampiamente seguita dalla stampa, si è avvalsa della nave rompighiaccio ‘Russia’ e del battello scientifico d’appoggio Akademik Fiodorov.

Fonte: ansa

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