CTS, 1-3 specie squali in pericolo nel Mediterraneo

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ROMA, 13 AGO – Gli squali del Mare Nostrum sembra che nuotino proprio in cattive in acque: delle oltre 80 specie presenti in Mediterraneo un terzo sono in pericolo. A lanciare l’allarme i biologi del Centro turistico studentesco (Cts) Ambiente, impegnati nella quinta edizione del Veliero dei Delfini, la campagna in difesa dei cetacei e quest’anno anche degli squali, promossa in collaborazione con il ministero dell’Ambiente. ”Delle oltre 80 specie di squali e razze presenti nel Mar Mediterraneo, piu’ di 30 sono a rischio – afferma Simona Clo’, responsabile del settore conservazione natura del Cts e membro dello Shark Specialist Group Mediterraneo dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura – e solo 3 sono protette: lo squalo bianco, lo squalo elefante e la manta. Quello che ci preoccupa di piu’ e’ che per molte specie, circa il 70%, non ci sono dati sufficienti per valutarne lo stato e quindi per predisporre azioni mirate alla loro conservazione”. Grazie pero’ al coinvolgimento dei pescatori, spiega Clo’, ”siamo riusciti a raccogliere segnalazioni di fondamentale importanza come per esempio la cattura in acque siciliane dello squalo Squadro e del pesce violino, considerato oramai scomparso dalle acque italiane”. Concordi i dati che arrivano dal Veliero dei Delfini che, grazie alla collaborazione delle associazioni di categoria Legapesca, Agci Agrital e Federcoopesca, sta raccogliendo dai pescatori informazioni sulla presenza storica e recente delle tre specie di squali protette nelle 25 localita’ toccate durante l’estate dalla campagna del Cts Ambiente. Secondo i pescatori, riferisce il Cts, l’incontro con questi pesci sta diventando un evento sempre piu’ raro, soprattutto per quanto riguarda lo squalo bianco, mentre sono state segnalate concentrazioni ‘particolari’ di squalo elefante negli anni passati, in particolare in Sardegna. Di qui l’appello del vicepresidente nazionale del Cts, Stefano Di Marco, perche’ un piano d’azione sugli squali, sulla base delle linee guida elaborate dall’Icram (Istituto centrale per la ricerca applicata al mare) ”diventi al piu’ presto esecutivo”.
Fonte: ansa

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