Proteggere il Mediterraneo imparando a fare la spesa

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Mentre in Italia i dietisti continuano a raccomandare una fettina di pesce spada come salutare e digeribile piatto estivo, dall’Inghilterra arriva un appello a non mangiarlo. L’iniziativa è stata promossa dall’Environmental Justice Foundation (Ejf), la quale ha invitato i turisti che trascorrono le loro vacanze nei Paesi maditerranei a non consumare pesce spada, dal momento che più di un quarto delle catture proviene da «reti derivanti», messe al bando dall’Ue nel lontano 1990. Conosciute come «muri della morte», queste reti spazzano via per chilometri ogni forma di vita: non solo pesci, ma cetacei, delfini, tartarughe, squali.
Secondo il rapporto della fondazione sono 600 i pescherecci che solcano il Mediterraneo usando le reti derivanti, 100 quelli italiani, e alcuni hanno addirittura beneficiato dei 70.000 euro di fondi europei previsti per convertire l’imbarcazione a metodi di pesca consentiti.
Il vacanziere, e in generale il consumatore, può fare molto per l’ecosistema marino, semplicemente rinunciando al pesce spada a meno che non abbia la certezza sia stato pescato con sistemi legali, ovvero con i palangari, e che sia della taglia minima consentita. Certezza non facile da acquisire e che ci rimanda alla questione del rapporto di fiducia tra chi compra e chi vende, che sempre più si pone come elemento irrinunciabile per i consumatori responsabili.
L’appello della Ejf è in sintonia con la campagna «Mangiamoli Giusti» promossa da Slow Food per tutelare la biodiversità ittica attraverso la pretesa del rispetto delle norme di pesca e vendita. Ma mentre la Ejf si è rivolta ai consumatori, e in particolare ai turisti, Slow Food ha coinvolto anche cuochi, buyers e responsabili di mercati ittici.
«Mangiamoli giusti» promuove il consumo e la commercializzazione di specie poco conosciute, informa su quali sono le taglie minime consentite e quali sono le specie vietate o troppo pescate. Se in un ristorante o su una bancarella del pesce vedete il manifesto di «Mangiamoli giusti» ordinate in tranquillità, state dando una mano al nostro Mediterraneo. (Per saperne di più sulla campagna http://www.slowfood.it/).di LUCA BERNARDINI

fonte: La Stampa.it

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