Squalo avvistato in Cornovaglia, era solo lo scherzo di un burlone

LONDRA – E’ finito l’incubo per i bagnanti di Newquay, in Cornovaglia: lo squalo avvistato nella località costiera britannica, le cui immagini hanno fatto il giro del mondo e fomentato i dibattiti più allarmati su giornali e tv, non c’è mai stato. Si è trattato di una bufala: l’animale ripreso in video nuotava a seimila chilometri di distanza dalla Gran Bretagna, più precisamente in Sudafrica, da dove non si è mai mosso e dove è stato effettivamente fotografato.
Si è trattato, insomma, dello scherzo di un burlone inglese, Kevin Keeble, che, durante una battuta di pesca a Città del Capo, alcune settimane fa, ha avvistato e ripreso uno squalo bianco, e ha poi pensato bene di spedire il video ai giornali raccontando di aver visto il temibile animale al largo di Newquay, la mecca dei surfisti in Cornovaglia. Lungi dall’essere malintenzionato, il poveretto era sicuro che nessuno lo avrebbe preso sul serio, e che tutti si sarebbero fatti una bella risata e accantonato l’episodio.
Invece la burla messa in piedi da Keeble è lievitata oltre ogni aspettativa: scienziati ed esperti si sono prodotti in teorie di ogni tipo sulla presenza di squali nelle acque britanniche, i surfisti hanno iniziato a disertare Newquay, e l’economia locale ne ha risentito. E il tabloid Sun, il primo a ricevere le immagini, ha dedicato alla minaccia degli squali prime pagine e decine di articoli.
Nell’edizione online il Sun ha diffuso il video dello squalo che nuota vicino a un delfino. E’ stato interpellato il maggior esperto britannico di squali, Richard Peirce, che ha confermato che la creatura lunga circa tre metri era un esemplare di grande squalo bianco, quello usato da Spielberg per Lo Squalo (Jaws, 1975). Il video ha fatto il giro del mondo ed è stato ripreso da diversi siti, compreso il nostro.
La Guardia costiera ha subito minimizzato la notizia, parlando di puro e inutile “allarmismo”, ma il Sun, tanto per tranquillizzare i turisti in vacanza nella zona, ha corredato i suoi articoli con una serie di consigli da “portare nel costume da bagno”, come quello “non nuotare o fare surf all’alba, quando gli squali amano nutrirsi”, “non entrare in acqua con ferite sanguinanti”, non sbattere le mani o “abbaiare come foche”, perché i grandi squali bianchi spesso attaccano l’uomo perché lo confondono con queste.
“Non posso crederci che la vicenda si sia ingigantita in questo modo” ha detto Keeble, che di professione fa il buttafuori nei nightclub, al quotidiano Guardian. “Non ci ho guadagnato nemmeno un penny. Se ci avessi ricavato qualcosa, almeno mi sarei fatto un altro viaggio in Sudafrica”.
Seccata la presidentessa della Camera di commercio di Newquay, Lorraine Harrison: “Abbiamo avuto già abbastanza da tribolare con il maltempo senza che un burlone tirasse fuori il pericolo degli squali. C’è gente abbastanza credulona da preoccuparsi. Il responsabile di questo scherzo dovrebbe riflettere di più prima di agire, e preoccuparsi anche della città nella quale vive”.
Molti cittadini di Newquay, però, alla storia degli squali non hanno mai creduto. Troppe le incongruenze nelle immagini, a partire dal colore dell’acqua, che appare trasparente mentre in Cornovaglia è piuttosto torbida. Paul Benney, bagnino della località balneare, ha subito collegato il ritorno di Keeble dal Sudafrica e le foto degli squali, e capito che si trattava di uno scherzo: “Conosco Kevin, e so che ha una vista pessima” ha raccontato Benney. “Quando ha detto di aver avvistato lo squalo a 30 metri di distanza ho riso come un matto. Ho detto ai bambini, che si erano spaventati un po’, di stare tranquilli, che in Cornovaglia sono molto più pericolose le tracine degli squali”.

Fonte: Repubblica.it

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