Nell’Oceano Artico è scoppiata la “guerra fredda”

rivendicazionisullartico.gifDalle missioni scientifiche alle armi belle e buone: la lotta per aggiudicarsi l’Artide – e le sue risorse – sta entrando nel vivo dell’escalation militare. L’area contesa è il cucuzzolo della Terra, che nella figura è delimitato dalla linea spezzata rossa. Dopo gli annunci delle spedizioni russa e danese, il Canada ha deciso di passare alle vie di fatto per accaparrarsi ciò che il diritto internazionale marittimo potrebbe altrimenti assegnare ad altri (se le spedizioni dei rivali avranno successo).
Il Primo Ministro canadese Stephen Harper ha infatti annunciato che il suo paese costruirà due nuove basi militari nell’estremo nord: una base – a Resolute Bay – servirà per le esercitazioni alle basse temperature, mentre il porto di un’ex miniera a Nanisivik servirà come base di rifornimento per le imbarcazioni di pattuglia dell’Oceano Artico.
Nelle intenzioni del governo, le nuovi basi serviranno a supportare le rivendicazioni canadesi sull’Artico, perché – ha detto Harper – “il primo principio della sovranità sull’Artide è usala o perdila. L’annuncio di oggi serve a dire al mondo che il Canada ha una presenza nell’Artico reale, crescente ed a lungo termine”.
Insomma, lassù sono tutti pronti per il funerale e non aspettano nemmeno il morto (i ghiacci) per accapparrarsi l’eredità. A volteggiare minacciosamente intorno alla carcassa, oltre al Canada ci sono Danimarca, Norvegia, Russia e Stati Uniti. A fare gola sono il mitico Passaggio a Nordovest – bloccato solo l’inverno dai ghiacci e per il quale Harper ha annunciato l’arrivo di sei nuove navi da pattuglia – e ovviamente le cospicue riserve di petrolio e gas che si celano sotto la calotta artica: secondo uno studio americano si parla del 25% delle riserve non ancora scoperte.
Fonte: EcoBlog

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