Perchè si va sott’acqua

In tanti anni di attività subacquea, ho visto cambiare notevolmente le motivazioni che spingono un individuo ad avvicinarsi a questo sport.
Ricordo lo spirito avventuriero, quasi pionieristico, che ci spingeva ad immergerci. E soprattutto l’amore che mettevamo in quello che facevamo.
Anche se, con i corsi semestrali che seguivamo si acquisiva un’acquaticità incredibile, le nostre conoscenze erano ridicole in confronto alla consapevolezza di oggi.
L’appuntamento con il mare era una sfida con noi stessi.
Ricordo bene le nostre considerazioni post-immersione: parlavamo delle sensazioni, emozioni e percezioni che ci trasmetteva il “nostro mare”. Lo facevamo con passione…Sicuramente avevamo una visione un po’ troppo idealista di ciò che facevamo, ma era quell’amore a spingerci a farlo.
Oggi la cultura dell’apparire ha, purtroppo, coinvolto anche la subacquea, rendendola una moda. Anche se non è giusto generalizzare: conosco ragazzi che si sono avvicinati al mare spinti dal loro amore per l’elemento liquido. Tuttavia, mi dispiace considerare che sono una netta minoranza.
Ne ho sentite di tutti i colori, come il classico: “Vado sott’acqua perché fa figo!”.. In molti scambiano un diving con un agenzia per cuori solitari: dall’ “Ho cominciato a fare subacquea da quando mi sono separata e spero di incontrare qualche bel maschione…”, al “Vengo al diving per conoscere nuove ragazze!”.
Ci sono perfino i fashion victim: “Guarda ch’è figa la mia nuova muta, è perfettamente in tinta col gav e le pinne!”. Un po’ di anni fa sembravamo delle foche: muta, pinne e maschera nera. L’unica cosa che luccicava un po’ era la cromatura degli erogatori …
Capita di trovare quello che devi marcare stretto durante tutta l’immersione…Una volta uscito dall’acqua andrà mostrando con orgoglio il computer dicendo: “Guardate … Sono andato più profondo di tutti!!”. Ma l’immersione se l’è goduta ? Il suo compagno d’immersione e la guida, costretti a cercarlo continuamente, sicuramente no.
Le motivazioni che mi spingono ad andare sott’acqua non sono cambiate. Nei momenti più bui, quando ho bisogno di ritrovare un equilibrio e un’armonia interiore,  bombole in spalla e giù. Un appuntamento con idee, pensieri ed emozioni che giacciono nel mio inconscio in compagnia delle meraviglie del “mio mare”.
Forse ha ragione una pubblicità, molto in tema, che si vede spesso in tv: “Un’ora la settimana, immerso nella tua passione, non ha prezzo. Ci sono cose nella vita che non si possono comprare … per il resto c’è M****card”.
© P.f.d.

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