I delfini

“Ma i delfini non hanno dimenticato che sono stati uomini
e anche nella loro anima incosciente ne serbano il ricordo”
Oppiano

Fin dall’antichità, l’amicizia e il legame tra uomo e delfino sono testimoniate in leggende e racconti mitologici. Plinio il Vecchio, nella sua “Storia Naturale”, ne da un esempio: narra di un delfino che, dopo la morte dell’amico bambino, si lascia morire per il dolore.
Posidone, dio del mare, in segno di riconoscenza, immortala l’immagine di un delfino messaggero tra le stelle del firmamento: grazie alla sua intercessione, aveva convinto la restia Anfitrite ad acconsentire alle nozze col dio stesso. Da allora, vederli, è presagio di buon auspicio.
Per Apollo, il mammifero era sacro. Assumendone le sembianze condusse i cretesi a Delfo. Che  prese il nome dell’animale.
Un giorno, Cerano, vedendone uno catturato da un pescatore, decise di comprarlo per rendergli la libertà. Lo stesso eroe, poco tempo dopo, vittima di un naufragio fu portato a riva illeso dagli stessi delfini. Similmente a ciò che narrerà Aristotele,  nella “Storia degli Animali”: sorvegliavano i bagnanti, riportando a riva gli eventuali malcapitati vittime di disgrazie.
Vi sono, inoltre, molti racconti sulla loro collaborazione con i pescatori che si guardavano bene dal pescarlo, in quanto, questo dispiaceva agli dei. Essi preannunciavano acque calme e rotte sicure. Spingevano i pesci verso le reti, in cambio di una parte dalle prede.
delfinidelo.jpgCome per volersi circondare di un’immagine amica e benevola, l’uomo lo ha riprodotto in svariate espressioni artistiche: nella “Casa dei delfini”, del museo di Delo, si trovano splendidi mosaici pavimentali che ritraggono dei pesci, assimilabili a delfini, così come nel Megaron della regina, nel palazzo di Crosso, a Creta, compare indelfiniknosso.jpg ampi affreschi parietali. Invece, in una tomba di Tarquinia è stato ritrovato un affresco etrusco che ne dimostra l’amicizia coi pescatori.
Al Capo Matapan, in Grecia, un monumento commemora il salvataggio dei delfini di Arione.
Mentre a Ostia, in una bottega di pescivendoli, è possibile osservare un mosaico pavimentale che riproduce un delfino che addenta un polpo.
falanto.jpgE’ rappresentato in monete antiche e recenti. Basti pensare alle non tanto lontane cinque lire.
Si potrebbero elencare una quantità innumerevole di esempi, tra cui stemmi Araldici e decorazioni di fontane, a testimonianza di questo forte legame…5lire1956.jpg
Il delfino è sempre stato considerato l’animale marino per eccellenza, fin dall’antichità. Omero dice:  “E’ il re del mare e il signore dei pesci”.
L’uomo, sicuramente spinto dal suo comportamento amichevole, ne ha sempre cercato un contatto. Sono molte le similitudini tra l’essere umano e il delfino: entrambi gli embrioni,  nelle prime settimane di vita sono identici. Successivamente, si evolveranno in modo differente, pur mantenendo degli aspetti comuni: ad esempio, come gli esseri umani, anche i delfini scendono sott’acqua in apnea.
E’dotato di un’intelligenza superiore a quella degli altri pesci, che spesso, erroneamente, viene paragonata foto2_ombra_large.jpga quella dell’uomo: il cervello del mammifero è più complesso di quello dell’uomo. La sua dimensione è maggiore, poiché contiene un sofisticato sistema di ecolocalizzazione.
Come scrisse il grande Mayol: “Un fatto è certo: che essi hanno avuto delle origini paragonabili. Né l’uno, né l’altro l’hanno mai dimenticato, e il delfino ancora meno dell’uomo poiché egli si è dimostrato sempre molto più indulgente, generoso e … cortese di noi.” 

© P.f.d.

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