La guerra del corallo in Sardegna

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Sospensiva accolta, i corallari tornano a sperare. I giudici della seconda sezione del Tar Sardegna hanno accolto nei giorni scorsi la sospensiva contro il decreto firmato lo scorso 10 luglio dall’assessore regionale alla Difesa dell’ambiente Cicito Morittu che aveva ribadito il divieto di pesca del corallo sino alla fine dell’anno. Davanti al presidente Lucia Tosti (affiancata dal relatore Marco Lensi e dal giudice Grazia Flaim), gli avvocati cagliaritani Sergio Segneri e Daniela Piras hanno esposto il contenuto del ricorso presentato nei giorni scorsi su delega di sette dei trenta pescatori professionisti, gli unici con regolare licenza abilitati all’immersione con le bombole per raccogliere il corallo in profondità. Tutti, o quasi, vivono tra Alghero e Bosa, in quella che viene considerata una delle più ricche riviere coralline del Mediterraneo.

GUERRA DI RICORSI. Una battaglia lunga che l’altra mattina, nell’aula della seconda sezione, ha fatto segnare l’ennesimo punto a favore dei pescatori che lottano per chiedere la riapertura della pesca. Nonostante l’ordinanza favorevole emanata dai giudici amministrativi su un primo ricorso avanzato dai pescatori, lo scorso 10 luglio l’assessore Cicito Morittu aveva firmato il decreto che ribadiva il divieto di immergersi e prelevare il corallo sino alla fine dell’anno. Puntuale, nei gironi scorsi è arrivato il ricorso dei pescatori che hanno chiesto al Tar l’annullamento del decreto, previa sospensiva del documento della Regione. All’origine della disputa sono le “Disposizioni sulla pesca del corallo per l’anno 2006” che aveva sancito «per assicurare la tutela integrale della risorsa ambientale costituita dal corallo», si legge negli atti, che «a decorrere dal prossimo anno 2007, la pesca venga interdetta nella totalità delle acque territoriali marittime sarde».
 
IL PRECEDENTE. Già impugnato l’anno scorso dai pescatori e sospeso dai giudici amministrativi, il decreto dello scorso anno è stato rinnovato dall’assessorato dell’Ambiente, senza tener conto del parere espresso dal Comitato tecnico consultivo per la pesca nella seduta del 28 marzo scorso. Ora è arrivata la nuova sospensiva, ma ancora le barche non possono mollare gli ormeggi.

di FRANCESCO PINNA

Fonte: unionesarda.it

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