La leggenda di Glauco

mitrel46p.gifIl desiderio umano dell’esplorazione degli abissi si incarna nel mito greco di Glauco, il pescatore di Antedone.
Un giorno, si accorse che i pesci pescati, messi a contatto di un’erba magica, ritornavano in vita, saltando nuovamente in acqua.
Egli stesso, dopo aver mangiato quell’erba, seminata da Crono nell’età dell’oro, si getto in mare.
Oceano e Teti lo tramutarono in divinità: Dio del blu profondo del mare e del silenzio.
La sua dimora giace sul fondo del mare, al largo della costa di Delo.
La sua apparizione, tenuta in gran considerazione da marinai e pescatori, preannunciava solitamente la tempesta.
E’ venerato annualmente, con rituali, dai pescatori di spugne greci alla famosa roccia di Glauco. E se la leggenda nascondesse un fondo di verità? Se esistesse una sostanza capace di fornire ossigeno al nostro organismo o di agire sui nostri centri nervosi riducendone il consumo, aumentando così i tempi delle nostre apnee?
Nelle ricerche spaziali russe e americane, gli scienziati cercarono proprio nel fondo del mare delle sostanze che funzionassero come economizzatori d’ossigeno.
La pillola che potrebbe consentirci di allungare le permanenze sul fondo in apnea magari non è un’utopia … Forse, un giorno, grazie a Glauco potrebbe essere realizzata.

© P.f.d.

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