Raimondo Bucher

A volte ci serviamo del termine vecchiaia come alibi: in realtà è solo una scusa. E’ vecchio chi ha rinunciato all’essenza della vita. (…)l’entusiasmo che avevamo da bambini, quando scoprivamo il mondo, dobbiamo portarlo con noi sempre perché nulla e definitivo, e certamente c’è sempre qualcosa da scoprire, da apprezzare.1980ikelitemodificata.jpg
Raimondo Bucher nasce in Ungheria il 15 marzo 1912, da padre italiano. Trascorre la giovinezza in Austria, dove si distingue come atleta in varie discipline sportive quali nuoto, arti marziali e atletica leggera. Non sono da meno, sempre nello stesso periodo, le sue imprese in alta montagna.
Trasferitosi in Italia nel 1932, diventa istruttore di volo e acrobazie alla “Scuola di pilotaggio aereo di Bergamo”.
Durante la guerra di liberazione, nel 1943, assegnato al reparto caccia, si schiera con gli alleati partecipando a numerose azioni belliche.
Durante quel periodo, Bucher, comincia a dedicare molto tempo della sua vita alla subacquea. Indossate rudimentali pinne e maschere, il suo talento spicca immediatamente.
Nel 1950, stabilisce il primo Record Ufficiale Mondiale d’immersione in apnea a meno 30 mt . Come testimonianza dell’impresa, recupera una pergamena, dentro un contenitore, dalle mani di un palombaro.
Nel 1952, sfidando tutte le previsioni scientifiche di morte certa, stabilisce il record dei 39 mt.
Primati di apnea a parte, lo si ricorda anche per le sperimentazioni scientifiche e le innovazioni portate nell’ambito della subacquea. Risalgono al 1938 i suoi studi sulla compensazione dell’orecchio medio. In campo subacqueo sue le pinne Bucher, gli erogatoti “ad offerta”, il “Gab” o giubbotto ad assetto Bucher. La realizzazione di un aliante per esplorazioni subacquee ed infine, non meno importante, l’utilizzo delle guarnizioni O-Ring nella costruzione delle custodie per cineprese subacquee.
Nel 1952 e 53, diventa capo spedizione del gruppo sportivo per la realizzazione del documentario “Sesto continente” in Mar Rosso.
Esegue diverse esplorazioni, tra cui il percorso sotterraneo del fiume Bussento, le grotte sommerse di Capri e quelle in Sardegna. Nel 1956, scopre la città sommersa di Baia nel golfo di Napoli.
Nel campo dell’immersione con l’autorespiratore, stabilisce diversi primati, effettuandone oltre 3000, comprese tra gli 80 e i 115 mt.
Nel 1960 viene premiato ad Ustica col tridente d’oro.
Nel 1995, alla veneranda età di 84 anni, fa riprese video del relitto Klearkos a ben 83 metri.
Personaggio spesso scomodo e pungente, ma comunque stimato nell’ambito della subacquea, per le sue battaglie per la difesa dell’immersione con l’autorespiratore.

© P.f.d.

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