Cenere sui fondali, 10 anni per riavere la vita

Gli incendi che bruciano fette di territorio lungo le coste nazionali uccidono coralli, gorgonie e alghe rosse. L’allarme è dell’esperto Francesco Cinelli, ordinario di ecologia all’Università di Pisa. «Uno degli effetti più gravi degli incendi lungo-costa – afferma Cinelli – è quello che non si vede e che colpisce i nostri fondali. Si pensa poco a quello che avviene sott’acqua ma i roghi provocano danni molto importanti agli organismi sottomarini».
Cinelli ha studiato in particolare le acque che bagnano la costa sotto la collina di Montenero, da Livorno fino a Quarcianella, in Toscana. La collina una decina di anni fa, ricorda l’esperto, fu colpita da un vasto incendio che mandò in fumo ettari di bosco di pini ma soprattutto molta macchia mediterranea. «Molto è stato fatto prima della ricostituzione della macchia mediterranea – spiega Cinelli – come le opere di contenimento ma il dilavamento della cenere accumulata sul suolo ha costituito un forte danno per i fondali della zona. Con le piogge successive all’incendio, infatti, tutto il sedimento nero di fuliggine e cenere si è riversato in mare provocando grossi danni».
Sott’acqua, infatti, la zona era caratterizzata da corallo rosso e due pianori, cioè zone pianeggianti che si aprono sui fondali, uno a 25 metri di profondità il secondo sui 40 metri. «Pianori abbastanza belli e pieni di gorgonie, alghe rosse, coralligeno, gli organismi che formano i coralli. Dopo questo incendio c’è stata una grossa moria di questi organismi filtratori». «Solo oggi si può ricominciare a vedere qualcosa – riferisce Cinelli – ma ci sono voluti 10 anni prima che si ricostituisse la vita su questo fondale».
Fonte: Il Messaggero

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