Il blu del mare

bio001ph02.jpgGià da piccolo subivo il fascino dei misteri del mare. Mi chiedevo spesso perché avesse proprio quel colore. Quando per la prima volta indossai una maschera in pochi metri d’acqua, questa mi apparve trasparente, cristallina.

Chiedendo, qualcuno mi rispose: “Il mare è blu perché riflette il colore del cielo”.

Quella spiegazione era solo una piccola verità. Perché, quando il maestrale caricava il cielo di nuvole e increspava la sua superficie, quel blu diventava solo un po’ più plumbeo.

Mi sentii realmente avvolto dal blu quando cominciai ad incrementare la profondità delle mie apnee. Già a 15 metri i colori sparivano, come sopraffatti dal mare. Però, bastava semplicemente accendere una torcia e i colori, come per magia, si riaccendevano.

Dovetti aspettare il mio primo corso sub per capirci realmente qualcosa…
Il primo che cercò di dare una spiegazione scientifica del fenomeno fu il fisico indiano Chandrasekhara Venkata Raman. Durante una traversata che dall’Inghilterra lo avrebbe portato alla terra natia, osservò che, anche con le onde e il cielo nuvoloso, il colore del mare, comunque, non cambiava. Formulò l’ipotesi che le molecole dell’acqua diffondessero la luce, dando così al mare il suo colore caratteristico. Dopo due anni di studi, scoprì quello che tutt’oggi viene chiamato “effetto Raman”. Ben lontano dalla spiegazione del blu.

Uno dei risultati certi della diffusione della luce nel mare, causata dalle particelle in sospensione nel liquido, è quello di far sparire le ombre già da pochi metri di profondità.

Quello che realmente determina il colore del mare è il fenomeno dell’assorbimento. cf002_04.jpg
La luce del sole, o radiazione luminosa, è formata da onde elettromagnetiche che costituiscono il cosiddetto spettro elettromagnetico. Questo si suddivide in alcune regioni, che, procedendo nel senso della frequenza decrescente, comprendono: raggi gamma, raggi x, ultravioletti, infrarossi, microonde e radioonde.

La  luce visibile ha lunghezze d’onda inferiori all’infrarosso, comprese tra 400 e 750 nm(nanometri). Queste vengono viste dall’occhio umano come colori differenti che, seguendo sempre l’ordine decrescente sono: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto.

A causa della natura dell’energia luminosa, l’acqua assorbe i raggi luminosi in funzione della profondità. Il processo inizia eliminando le lunghezze d’onda dello spettro visibile che si trovano verso la regione del rosso. Dopo pochi metri, questo colore si percepisce come nero.

Continuando a scendere, anche gli altri colori spariscono in successione, secondo l’ordine dello spettro visibile. Le onde elettromagnetiche vengono assorbite dalla colonna d’acqua prima che possano raggiungere l’occhio umano.
L’acqua limpida fornisce la massima trasparenza alla lunghezza d’onda di 480 nm, visibile all’occhio umano come blu. Questa riesce a raggiungere anche i 400 mt di profondità, dando al mare il suo inconfondibile colore.

© P.f.d.

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One Response to Il blu del mare

  1. Mariangela ha detto:

    semplicemente spettacolare! 🙂

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