L’Epinephelus Guaza

Esistono specie marine che, al loro incontro, danno sempre un’emozione particolare.
Una di queste è, sicuramente, la cernia. Se ne conoscono diverse specie ma l’Epinephelus Guaza, o cernia bruna mediterranea, ha uno sguardo diverso.
Quasi dotata di una sensibilità particolare, sembra che riesca a percepire il pericolo e le intenzioni di chi la osserva.
Vive su fondali rocciosi che vanno dai pochi metri d’acqua ad oltre cento metri di profondità.
Il suo habitat è caratterizzato da grotte e anfratti, in cui caccia specie di pesci più piccoli come saraghi, cefali e salpe.
E’ caratterizzata da un corpo massiccio, tozzo e ovale. Capo ben sviluppato con bocca grande e robusta. La pinna dorsale è dotata di robusti raggi spinosi, la coda è ampia e arrotondata. La livrea brunastra maculata varia in funzione dell’umore.
Intorno al decimo, dodicesimo anno della loro vita cambiano sesso: da femmine diventano maschi.
Proprio per via di questa caratteristica, la pesca indiscriminata avrebbe messo pericolosamente a rischio la specie.
Per arginare il fenomeno sono state introdotte delle normative che ne regolamentano la pesca per peso e quantità.
Purtroppo, determinati interventi di salvaguardia esasperata hanno sconvolto equilibri naturali: l’eccessivo protezionismo della cernia ha portato, in alcune aree destinate a riserve integrali e nelle zone limitrofe, ad un impoverimento quantitativo delle specie più piccole.

Testo e foto © P.f.d.

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