Una seppia iraconda

sub0782.jpg

Sono cresciuto leggendo libri che parlavano di mare: l’isola del tesoro di Stevenson, Moby Dick di Melville, ma rimasi letteralmente affascinato dai mostri marini di Verne.
Quando misi la testa sotto il pelo dell’acqua, mi resi subito conto invece che gli abitanti del mare sono piuttosto diffidenti.
Neppure la famelica piovra era poi tanto cattiva …
sub0780.jpg
Però, quel giorno, quella seppia era veramente arrabbiata!
Non so cosa avesse scatenato la sua ira, ma cominciò a sfogarla sulla mia macchina fotografica.
Forse aveva scambiato il suo riflesso, sull’oblò dell’obiettivo della scafandratura dell’apparecchio fotografico, per un suo simile pronto ad invaderne il territorio.
La sua tipica posizione intimidatoria e i continui attacchi con i tentacoli retrattili, si rivelarono un ottimo spunto per delle splendide fotografie. 
La seppia, o sepia  officinalis, ben conosciuta per la pasta col tipico sugo preparato col suo “nero”, è un cefalopode che vive su fondali sabbiosi, fangosi, su praterie di posidonie o altre fanerogame.sub0784.jpg
Ha un corpo allungato e piatto, bordato da una sottile pinna laminare.
La  testa, contraddistinta da due grandi occhi laterali, è coronata da dieci tentacoli. Otto più corti e due laterali più lunghi, utilizzati per catturare le prede e portarle al grosso becco, simile a quello di un pappagallo, di cui è dotata la sua bocca.
Caratteristica dell’animale: la conchiglia, il cosiddetto “osso di seppia”.
Riesce a mutare il suo colore in funzione del fondale e dell’umore.
Raggiunge i 30-35 cm di lunghezza e i due chili di peso.

testo e foto © P.f.d.

Annunci

I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: