Il polpo

Il polpo, o Octopus Vulgaris, è un mollusco Cefalopode Ottopode, ovvero dotato di otto tentacoli.

A seconda della specie, vive su fondali sabbiosi o rocciosi e posidonie. Quello di sabbia ha la caratteristica di avere una sola fila di ventose sui tentacoli.

Tra le rocce, durante un’immersione notturna è possibile incontrare la “polpessa”, che non è la femmina del polpo, come potrebbe farci pensare il nome. Si tratta dell’Octopus Macropus, una specie con tentacoli più lunghi e sottili, caratterizzata da una colorazione rossiccia maculata bianca.

Individuare un polpo sott’acqua non è facile. Si infila in buchi di dimensioni ridottissime, o riesce a mimetizzarsi con i colori del fondale, grazie ai cromatofori di cui è dotata la pelle. Quando viene scoperto, sentendosi minacciato, gonfia smisuratamente il proprio corpo, in modo da intimidire il nemico. E se questo non dovesse bastare, lo si vedrà sparire dietro una nuvola nera emessa da un sifone che fuoriesce dalla base della testa, utilizzato anche come propulsore per rapidi spostamenti.

Davanti alla sua tana dispone una buona quantità di sassolini che, in caso di pericolo, utilizza per tapparvisi dentro. Spesso, nei dintorni della tana, è possibile trovare gusci di Haliotis Lamellosa, o Orecchia di mare.

Predilige cibarsi di molluschi, bivalvi, ricci o crostacei. Dopo aver forato il guscio col robusto becco, posizionato al centro dei tentacoli, immobilizza l’animale con la sua saliva per cibarsene avidamente. Invece, coi bivalvi, usa una tecnica a dir poco straordinaria: vi si avvicina furtivamente, e col tentacolo, infila un sassolino tra le due valve, impedendo al malcapitato di richiudersi.

L’intelligenza del polpo è paragonabile a quella degli animali domestici. Rispetto alle dimensioni è dotato di una notevole massa cerebrale. Basti pensare che un esemplare non ammaestrato, in meno di due minuti, riesce a svitare il tappo di una bottiglia, per recuperare un gamberetto al suo interno e cibarsene (vedi video polpo Octi).
Ricordo di aver letto il racconto di un polpo, che, dopo essere uscito dal suo acquario per mangiare il crostaceo di un’altra vasca, sia pacificamente tornato alla sua dimora.

E’ un animale estremamente intuitivo: riesce a capire le intenzioni di chi lo fronteggia e si concede facilmente a giochi in presenza di sub animati da buone intenzioni.

I nemici del polpo sono la cernia, il gronco e la murena.

Il periodo degli amori è l’estate. L’organo riproduttivo è uno dei tentacoli, più piccolo e sottile, chiamato ectocòtilo.

La femmina depone le uova sul soffitto della tana, come delle stalattiti. Durante questo periodo, fino alla schiusa, non si muoverà mai dalla tana, arrivando perfino alla denutrizione. Sa bene che se dovesse abbandonare le uova, gli altri pesci ne approfitterebbero per farne incetta. I piccoli, già formati, nasceranno a settembre.
Le dimensioni massime, normalmente, raggiungono gli otto chili di peso per il metro e cinquanta, due metri di lunghezza. Esistono casi di ritrovamenti di esemplari anche di venticinque chili.
etnoarcheo2.jpgPer pescarlo, spesso, viene sfruttata la sua caratteristica di scegliere cavità polpara3.jpgcome abitazione. Un esempio viene fornito dai pescatori tunisini, che utilizzano degli orci perforati, i Gargoulettes, uniti in serie da una cima, calati sul fondo del mare.
Vengono anche utilizzate lunghe fiocine da pescatori che osservano i fondali dalla superficie. O facendo saltellare sul fondo la polpara: un piombo, di forma conica, solitamente dipinto di bianco, dotato di ami alla sua base.

testo e foto polpo© P.f.d.

Il video del polpo Octi


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