Il verdetto di Goletta Verde: il mare italiano è sempre più blu

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Roma, 18 ago – (Adnkronos/Ign) – Il mare italiano è un po’ più blu. E’ questo il verdetto di Goletta Verde, la nave di Legambiente che stamattina, dopo due mesi di navigazione e tappe in oltre 60 porti, ha presentato il suo bilancio finale sullo stato di salute dei nostri mari. Quest’anno le nostre acque contengono meno batteri e altri microrganismi fecali mentre per quanto riguarda le spiagge sono 388 quelle che hanno superato a pieni voti gli esami della balneazione (il 5,3% in più rispetto all’anno scorso).
Ma c’è di più. Per la prima volta in vent’anni, in ben tre regioni tutte le località campionate hanno mantenuto i valori entro i limiti di legge: un en plein di trasparenza che accomuna Sardegna, Molise e Basilicata.
Mare più pulito dunque ma fiumi sempre più ‘neri’. La percentuale di acque fluviali che arrivano alla foce pulite si è infatti pressoché dimezzata da un anno all’altro – era il 23,3% nel 2006, è il 13,6% quest’estate- e la situazione è peggiore soprattutto al Sud. Nella penisola ci sono ben 28 corsi d’acqua in cui c’è una situazione di grave contaminazione e dove l’inquinamento batterico arriva a superare di oltre dieci volte i limiti imposti dalla normativa sulla balneazione.
E oltre ai fiumi, il bollino rosso spetta anche ad alcune delle località marittime più rinomate. Esame non superato per Portovenere (Liguria), Capolivei (isola d’Elba), Minori (costiera amalfitana), Bacoli (spiaggia Miliscola), Melito di Porto Salvo (Calabria) e Pineto (Abruzzo) che, insieme a Milazzo e Reggio Calabria, si aggiudicano quest’anno il primato per le otto spiagge con le più alte concentrazioni di inquinamento microbiologico. E se in Sardegna , Molise e Basilicata il 100% delle località supera i controlli, all’Abruzzo spetta invece la maglia nera con solo un 67 % di campioni puliti.
Un “quadro contraddittorio”, secondo Angelo Gentili della segreteria nazionale di Legambiente, dato che da una parte ci sono mari più puliti, “sintomo di una capacità di depurazione delle acque fognarie più efficiente e di scarichi più controllati”, e dall’altra foci dei fiumi in condizioni sempre peggiori, “e quell’acqua poi naturalmente si riversa in mare”.
E a proposito di depurazione: in Italia è migliorata, ma in maniera disomogenea. Al Sud restano ancora molto aree dove gli scarichi fognari finiscono in mare o nei fiumi senza un trattamento adeguato, con una situazione particolarmente critica a Benevento, Catania e Palermo. Questione a parte poi quella dei cosiddetti “ecomostri”: speculazione edilizia, il proliferare di porti e porticcioli turistici, il petrolio, l’inquinamento chimico, e l’aumento costante della temperatura delle acque superficiali sicuramente non sono dei toccasana per i nostri mari.

Fonte: adnkronos

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