Isolette di corallo

La lunga onda prodotta dall’azione moderata ma continua degli alisei che soffiano sempre in una stessa direzione sopra una vasta superficie, forma dei cavalloni di forza pari a quella di una tempesta nelle regioni temperate e che non cessano mai di infuriare. È impossibile contemplare queste onde senza provare la convinzione che un’isola, sebbene costruita con la roccia più dura, sia porfido, granito o quarzo, debba infine cedere e venir demolita da una tale irresistibile potenza. Tuttavia queste basse e insignificanti isolette di corallo resistono e sono vittoriose, perché qui partecipa alla lotta un’altra potenza antagonista. Le forze organiche separano a uno a uno gli atomi del carbonato di calcio dagli spumanti cavalloni e li uniscono in strutture simmetriche. Strappi pure l’uragano migliaia di grossi blocchi; sarà nulla in confronto alle fatiche riunite di miriadi di architetti al lavoro, giorno e notte, mese dopo mese. Vediamo così che il molle e gelatinoso corpo di un polipo, attraverso l’azione delle leggi vitali, vince la grande potenza meccanica delle onde di un oceano al quale né l’arte dell’uomo né le opere inanimate della natura potrebbero resistere vittoriosamente.

Charles Darwin, 1836

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