BABY LAMANTINI RARI RITORNANO IN NATURA

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SAN PAOLO, 22 AGO – Il lamantino del Rio delle Amazzoni, l’innocuo pesce-vacca, e’ minacciato di estinzione e un gruppo di ricercatori di Manaus, capitale amazzonica brasiliana, sta per tentare il primo reinserimento in natura di due cuccioli allevati in cattivita’. Il ”peixe-boi” amazzonico (Trichechus inunguis) si differenzia dagli altri dugonghi d’acqua salata per la mancanza di unghie nelle sue pinne pettorali, che nel parente di mare aiutano a raschiare il fondo in cerca di alghe. Per il resto sono identici agli altri ”sirenidi”: pesano sui 700 chili, sono lunghi fino a quattro metri e mezzo, vivono anche 50 anni, e le femmine hanno due mammelle sul petto simili a quelle umane. Da qui la leggenda delle sirene, presente in tutti i popoli navigatori. ”Nonostante sia illegale dagli anni ’70, la caccia al lamantino e’ ancora comune tra la gente che abita le rive del Rio delle Amazzoni – afferma l’oceanografo brasiliano Leandro Lazzari Ciotti dell’Ipe (Istituto di ricerche ecologiche) di Manaus – le sue sette carni differenti sono una squisitezza a cui i caboclos(misti tra indios e negri)non sanno rinunciare”. I metodi di caccia sono raccapriccianti. Si prendono i piccoli per attirare le madri in trappola: gli adulti vengono finiti a legnate e i cuccioli, lasciati liberi, muoiono quasi sempre di fame perche’ vengono allattati per ben due anni. Un altro metodo e’ aspettare i 20 minuti che il lamantino, timido, solitario, ma stanziale, resta sott’acqua: poi quando sale per respirare i cacciatori infilano due tappi di sughero nelle narici, in modo tale da uccidere l’animale per soffocamento. ”Il peggio e’ che giustificano questa barbarie col fatto che cosi’ la carne resta piu’ morbida” sottolinea Ciotti. Si calcola che in Brasile i lamantini di mare non siano piu’ di 500, ma anche il numero di 5 mila dei lamantini di fiume sta diminuendo rapidamente. Due maschi sono stati scelti fra i lamantini subadulti presenti nelle vasche di Manaus per essere trasferiti nel rio Cuieras, affluente del Rio delle Amazzoni. La decisione di usare due maschi per la reintroduzione e’ dettata da ragioni riproduttive: in quanto una femmina resta incinta di un solo cucciolo ogni tre anni (uno di gestazione e due di allattamento), un maschio puo’ copulare con differenti femmine aumentando di molto la popolazione del lamantino. ”L’idea e’ di reintrodurre gli animali piu’ sani e i piu’ vicini geneticamente alle famiglie che abitano nel Cuieras – osserva ancora Ciotti – sono preferibili anche gli individui che, quando sono arrivati all’Ipe, iniziavano gia’ ad alimentarsi di piante acquatiche e di alghe. Speriamo infatti che questi lamantini abbiano piu’ facilita’ a cercare cibo nel fiume”. I lamantini mangiano sui 16 chili di piante al giorno. Gli animali reinseriti avranno dei radio-collari: ”Cosi’ – spiega l’oceanografo – saremo in grado di studiare dove vanno i lamantini a scovare il loro alimento nelle epoche di siccita’ e di piena del fiume”. Oggi nel Rio delle Amazzoni sono a rischio di sopravvivenza anche i delfini di fiume (il delfino rosa e quello tucuxi) e le lontre giganti. E mentre nelle vasche dell’Ipe intanto vive anche Poque, uno strano ibrido fra i lamantini di mare e quelli del Rio delle Amazzoni, a Georgetown, capitale della Guyana, i bambini di ritorno da scuola danno da mangiare erba ai lamantini nel parco centrale della citta’. Il lamantino gigante invece (lungo 8 metri e pesante 10 tonnellate) e’ rimasto estinto nello stretto di Bering alla fine del XVIII secolo.

Fonte: ansa

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