Le Seychelles contro gli invasori del mare

LIVORNO. Negli anni passati la nuova attenzione sui danni che possono causare le specie invasive si è concentrata soprattutto su quelle terrestri, mentre gli “invasori” marini, animali e vegetali, sono stati spesso ignorati. Eppure la diffusione di specie alloctone marine, con l’aumento rapido del trasporto marittimo commerciale e del diporto turistico, si sta velocemente trasformando in un problema ambientale planetario. I danni causati dalla specie invasive possono essere devastanti per le specie indigene che spesso non reggono l’alterazione delle dinamiche degli ecosistemi, la diminuzione della loro resilienza e l’occupazione di nicchie ecologiche.
L’espansione di specie invasive avviene con maggior successo in habitat disturbati o degradati e possono essere ulteriormente favoriti da effetti prodotti da attività umane, come la sovrapesca o i danni provocati all’ecosistema da attività in vario modo inquinanti ed alteranti.
E’ quindi sempre più urgente capire quando e perché un “invasore” arriva o viene introdotto per intervenire immediatamente a contrastarlo.
Il fenomeno, oltre che in un mare “di confine” come il Mediterraneo, sta assumendo caratteri molto preoccupanti sulle barriere coralline della fascia tropicale, per questo L’Iucn, il Seychelles Centre for Marine Research and Technology (Scmrt-Mpa) ed il ministero dell’ambiente delle Seychelles, hanno avviato nel 2005 un progetto, giunto alla fine della prima fase proprio in questi giorni, per identificare le specie non indigene che vivono nel mare e nel reef corallino dell’arcipelago africano e per migliorare la consapevolezza delle comunità locali rispetto alle minacce che vengono da questi organismi introdotti ed agli effetti che possono avere sulla loro economia.
L’Iucn ed i suoi partners hanno così formato una equipe di esperti locali che hanno imparato le tecniche di rilevamento e le procedure di controllo delle le specie introdotte nelle aree portuali, nelle baie e negli ambienti della barriera corallina. Un´indagine ancora più completa stata intrapresa nel mare di Port Victoria e nel parco nazionale di Sainte Anne Marine, ed i campioni marini raccolti nel parco sono stati trasmessi agli esperti tassonomici internazionali per analisi.
Un piccolo Stato insulare che vive di turismo come le Seychelles non può che guardare con preoccupazione all’attacco portato dagli invasori marini alla risorsa su cui si basa la sua economia: l’ambiente e la biodiversità, ma il progetto è interessante anche per un altro aspetto: è stato accompagnato da una campagna di informazione a livello locale (video, radiodiffusione di notizie sul pericolo delle specie alloctone, concorsi nelle scuole, materiale educativo per adulti e ragazzi) per aumentare la consapevolezza e la conoscenza dei problemi connessi all’introduzione di specie marine “aliene”, ed i risultati delle indagini sono stati discussi direttamente nelle Seychelles, per discutere le strategie di controllo delle specie introdotte nel mare delle isole.

Fonte: Greenreport

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