VELIERO DELFINI, NEGATIVO IL BILANCIO ESTATE 2007

delfini.jpgROMA – Quelle del Mare Nostrum non sono buone acque per delfini e balene, minacciate da traffico nautico, eccessivo prelievo ittico e spadare. A disegnare un quadro non proprio roseo e’ il Veliero dei Delfini, la campagna per la salvaguardia dei cetacei e la tutela della biodiversita’ marina promossa dal Cts Ambiente e dal ministero dell’Ambiente, che approda domani ad Ostia. Dopo 53 giorni di navigazione, 1682 miglia nautiche percorse e 24 tappe, tra cui 2 all’estero, il Cts lancia il suo appello sui principali fattori di rischio per la salute e la sopravvivenza di questi animali. ”La presenza massiccia di natanti e di traghetti – afferma Marco Bonato, biologo a capo della spedizione – degrada e riduce gli habitat marini rendendo altissimo il rischio di collisioni accidentali e fatali, come dimostrano i sempre piu’ numerosi spiaggiamenti”. Preoccupa invece in alcune localita’, come Arcipelago pontino e Sicilia, l’overfishing, l’eccessivo prelievo ittico, specie per alcune specie come i delfini costieri. ”Gli avvistamenti degli ultimi due anni – spiega Irene Galante, responsabile scientifica della campagna – hanno messo in evidenza il cattivo stato nutrizionale soprattutto dei delfini costieri: e’ ragionevole ipotizzare che la causa di un simile deperimento sia una dieta piu’ povera con minore disponibilita’ e peggiore qualita’ degli alimenti”. E poi ci sono le spadare. Dopo il sequestro tra 2005 e 2006 di oltre 1.500 km di reti derivanti, dati piu’ recenti, parlano in Calabria e Sicilia di oltre 262 chilometri di reti illecite sequestrate tra il 27 giugno e il 7 luglio. Per questo Stefano Di Marco, vicepresidente nazionale Cts, fa appello al ministero delle Politiche agricole e forestali, competente in materia, e il ministero dell’Ambiente, ”perche’ diano concretamente seguito alle recenti dichiarazioni sull’impegno a consentire maggiori controlli in porto e a punire severamente chi continua ad agire nell’illegalita”’. In alcuni casi sono anche i delfini a creare problemi ai pescatori e secondo i biologi del Cts ”la tecnologia puo’ in qualche modo dare una mano. Esistono dei sistemi su base acustica, i cosiddetti pingers, che posizionati sulle reti dovrebbero allontanare questi animali”. Un sistema che pero’ non sembra affidabile sul lungo periodo. Di qui l’impegno di collaborazione del Cts con le principali associazioni di pesca a livello nazionale, nello sforzo di rendere consapevoli gli operatori sul fatto che i delfini possono essere una risorsa, attraverso il cosiddetto ”dolphinwatching”. Un’attivita’ condotta in 87 paesi che attrae piu’ di 9 milioni di osservatori ogni anno e si stima abbia nel mondo un giro di affari di oltre 1 miliardo di dollari.
Fonte: ansa

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