Alga tossica, in arrivo i cartelli

Verranno sistemati in questi giorni sulle spiagge di Aspra una serie di cartelli informativi sulla presenza in mare dell´ostreopsis ovata, l´alga che emette esalazioni in grado di procurare sintomi che vanno dal raffreddore alla febbre alta. In attesa dei risultati delle analisi effettuate sui campioni d´acqua prelevati lo scorso 23 agosto, i dati più recenti restano quelli che parlano di 6.980, 12.500, 31.960 e 36.660 cellule/litro di alga tossica, ben oltre la soglia d´allerta di 10.000 cellule/litro che se superata dovrebbe far scattare alcuni provvedimenti. Ma a rendere calda la questione sono soprattutto i malesseri avvertiti in questi giorni da almeno una decina di persone che si sono rivolte alla guardia medica.
I cartelli che verranno affissi nei prossimi giorni indicheranno a bagnanti e cittadini che la costa è sotto monitoraggio, sconsigliando di sostare a lungo nelle vicinanze del mare. Andranno ad aggiungersi a quelli che vietano la balneazione e che vengono puntualmente ignorati. Nelle scorse settimane in alcuni locali commerciali di Aspra e nella sede del Consiglio circoscrizionale è stato distribuito un vademecum preparato alcuni mesi fa dall´ARPA, l´Agenzia Regionale per la Protezione dell´Ambiente, che indica come comportarsi per non incorrere nei sintomi provocati in certi periodi dell´estate dall´alga tossica.
Studi e ricerche sul fenomeno, presente nei nostri mari ormai da alcuni anni, sono in corso già da tempo. «È un problema complesso che si inserisce in uno scenario ambientale compromesso come quello di Aspra» afferma Beppe Zaso, consulente per l´ambiente dell´Amministrazione bagherese, intervenuto mercoledì alla trasmissione radiofonica Ditelo a RGS interamente dedicata all´alga tossica. Dell´ostreopsis ovata si sa che il suo nutrimento è rappresentato da azoto e fosforo, sostanze che finiscono in mare dal depuratore, ma soprattutto dagli scarichi non depurati e abusivi sui quali, afferma Zaso «è stato avviato un censimento per potere intervenire quanto prima». Sergio Marino, direttore dell´ARPA ricorda che «è compito dell´Amministrazione far sì che il depuratore funzioni perfettamente e siano contrastati gli scarichi abusivi in mare – afferma – ma quello su cui bisogna riflettere è la pressione dell´uomo sul mare, un peso ormai eccessivo e che produce risposte della natura come quella dell´alga tossica».
di Giusto Ricupati 

Fonte: 90011.it

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