Sub tenta immersione di 30 ore

manifesto_2007_big.jpgNelle acque di Siracusa un sub tenterà un’impresa senza precedenti: proverà a fare un’immersione di trenta ore senza mai riemergere, protetto solo da una sottile muta semistagna, alimentandosi in acqua e ricevendo in immersione le bombole di ricambio. Quella di Francesco Colletta, questo il nome del sub, non sarà soltanto un’impresa sportiva, ma un vero esperimento scientifico, nell’ambito del progetto “endless diving 2007”.
L’immersione di Colletta, infatti, servirà per testare le reazioni del corpo umano a un lungo periodo di immersione e di ventilazione con autorespiratore. Colletta, che si immergerà sabato mattina, sarà continuamente monitorato da un team di medici e ricercatori, e sarà assistito dal team dell’area marina protetta del Plemmirio. Durante l’immersione si terranno una serie di esperimenti di grande valenza scientifica: il sub si sottoporrà a test medici e psicofisici, sarà sempre in movimento, si alimenterà secondo le indicazioni dello staff medico, il tutto senza mai emergere dall’acqua.
Colletta verrà anche sottoposto a prove psicologiche, per verificare il livello di stress psicofisico. Tra i numerosi tecnici che seguiranno il sub ci sono due dei massimi esperti in fatto di permanenza nello spazio (le condizioni del sub saranno infatti molto utili per studiare le reazioni del corpo umano in condizioni d’ipobarismo, ossia riduzione della pressione atmosferica): Dudley Crosson, dell’agenzia delta-p della Nasa extraveicular activity e Franco Rossetto del progetto lunare Moon Base-dell’Esa, agenzia spaziale europea.

Fonte: Tgcom

Per ulteriori informazioni: Endlessdiving

Annunci

5 Responses to Sub tenta immersione di 30 ore

  1. Aleyakke ha detto:

    cari
    non sono molto d’accordo con sti esperimenti.
    Le domande: a che serve, perché, ma chi te lo fa fare so che resteranno una frittella d’aria perché intanto c’è sempre chi è disposto a rischiare la salute per un po’ di evidenza cronicistica.
    Mentre sono d’accordo che l’esperienze portano a nuove conoscenze e a nuovi scenari nella “sconoscenza” del nostro fisico, e alle sollecitazioni cui possiamo portarlo in virtù di una scienza che fa passi da gigante… anzi comincio persino a preoccuparmi: in Inghilterra coi geni ci stanno giocando persino i bambini del cortiletto.
    Bei tempi le sfide Mayol Maiorca con le loro tragedie e le loro emozioni.

    Alex

  2. mediterraneodiving ha detto:

    Diciamo che a vedere imprese simili dal di fuori potrei essere pienamente daccordo con te. La subacquea è un’attività sportiva molto giovane, e molti meccanismi degli scambi gassosi che avvengono nel nostro organismo non sono ancora del tutto chiari.
    Uno dei partner di quest’impresa è il DAN, noto ente da sempre impegnato nella ricerca, sicurezza e soccorso subacqueo. I risultati di una simile impresa possono fornire dati utili nella ricerca e nella prevenzione degli incidenti subacquei. L’assistenza che il sub riceverà è notevole ed fornita da una delle più note didattiche subacquee, la NASE, della quale oltretutto io stesso sono istruttore, e la prova verra effettuata ad una profondità non eccessiva.
    Sono molto meno d’accordo ai record in apnea “no limits”, dove addirittura si sono superati i 200 mt, ben 214 per l’esattezza. Appena quest’inverno è morto Loic Leferme durante la preparazione di uno di questi record. Pochi anni fa era toccato invece ad Audrey Mestre, compagna del grande campione cubano Pipin.
    Sicuramente l’impresa sarà un notevole impegno fisico per il sub, ma difficilmente potrà incorrere in incidenti seri, se non quello del patire il freddo, visto che non si immerge con una muta stagna.
    Anch’io, qualche anno fa ho partecipato ad immersioni estreme a scopo scientifico, monitorato costantemente da medici del DAN.
    La cosa non mi ha portato alcuna notorietà, ma una gran soddisfazione personale!

    Ciao Alex
    Miky

  3. Aleyakke ha detto:

    spiegazione chiara e precisa, che mi mette d’accordo sul rilievo scientifico non su quello emotivo.
    Il riferimento ai mitici M & M si riferiva alla forza di entrambi nel mettersi in sfida con il “profondo” senza artifici. Per esempio apprezzo e mi emoziona Pelizzari “uomo pesce”.
    Proprio ieri un servizio in unTG parla e illustra un avvenimento che sta partendo: vivere quindici giorni in una campana attrezzata ma senza porte stagne, solo l’ossigeno tiene sgombro l’ambiente (credo), e per passatempo fuori una ciclette, un tavolo da biliardo… insomma stronzate! a che servono? se non a un po’ di visibilità (perché) mediatica.

    ciao
    Alex

  4. mediterraneodiving ha detto:

    Sono cresciuto tra i record di quelli che tutt’oggi considero i due più grandi e indiscussi campioni dell’apnea. Come dici giustamente, andavano giù solo con le proprie forze. Più fisiche Maiorca. Mentali Mayol.
    Nel mio messaggio precedente ho infatti fatto riferimento ai record “no limits”, totalmente diversi da quelli “regolamentati”. Per capire il divario basta dire che nel primo l’attuale record è di 214 mt, mentre il secondo, detenuto da Gianluca Genoni, è fermo a 143.
    Oggi, sempre più spesso nelle riviste di settore il confronto, nel campo dell’immersione in apnea viene infatti fatto tra Pelizzari e Genoni.
    Reputo i record “no limits” un’inutile sfida nei confronti della vita e privi di qualsiasi validità scientifica.
    Tornando all’evento oggetto del post e ad abissi 2007 di Ponza (qualche post più sotto), come dice Erika che ha letto il tuo messaggio insieme a me, è la spettacolarizzazione che ne fa perdere parte delle sue valenze.
    Nel progetto abissi sono più gli aspetti dell’influenza sulla psiche umana in immersione prolungata ad essere presi in esame.
    La cyclette non è messa li, come fanno vedere in TV, per passatempo. I sub sono obbligati a utilizzarla per evitare un’immobilità che li potrebbe portare a danni fisici.
    Così come i sudoku, per la mobilità mentale.
    Come al solito i media riescono a rendere superficiali aspetti che invece meriterebbero giusti approfondimenti.

    Ciao Alex
    Miky

  5. Aleyakke ha detto:

    per prima cosa troverai anche il mio blog in una nuova versione, niente paura, mi diverto anche così…

    ovvio che riguardo la bicicletta so benissimo il rischio che l’ematocrito, come nei ciclisti e negli sciatori e atleti mezzofondisti può arrecare “invischiandosi” a livelli troppo alti ed allora: pedala!

    bei tempi quando giocavo a pallanuoto e sul fondo, purtroppo, c’era gente del calibro di Lavoratori e Pizzo che mi ci mandavano…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: