Ostia, negata la spiaggia ai bagnanti disabili

ROMA – Il progetto «A…Mare per Amore» prevedeva la realizzazione di una spiaggia attrezzata per disabili e per tutti gli altri, all’Idroscalo di Ostia. È importante dire che il progetto aveva ottenuto tutti i permessi, le concessioni e autorizzazioni necessarie per la sua realizzazione, ma la spiaggia attrezzata non venne mai inaugurata. Nella spiaggia dell’Idroscalo le persone avrebbero potuto passare una giornata al mare distese al sole e inoltre per i giovani disabili erano previste attività ricreative di vario genere, grazie alla collaborazione con un’altra associazione di Ostia, la Cocid. I problemi emersero da subito, i residenti della zona non accolsero la notizia di buon grado. Viviana Frigino durante la fase di allestimento ebbe alcuni colloqui con il comitato di quartiere che in un primo momento, visto il valore sociale del progetto, fece finta di accettare suo malgrado quella che definirono l’occupazione della «loro» spiaggia. Del resto carta canta e con la determinazione dirigenziale in mano passò la prima nottata.
Ma l’indomani all’associazione arrivarono minacce di vario genere tra queste di dar fuoco al gazebo e menar le mani. Le motivazioni portate dalle persone erano riconducibili alla paura che l’utilizzo della spiaggia, in concessione alla Società del Porto e messa a disposizione dell’Associazione PANDA onlus, con regolare atto sottoscritto dalle parti per renderla accessibile anche ai disabili, potesse finire nelle mani di un’associazione che l’avrebbe tolta ai residenti, che con le loro casette abusive costruite a ridosso della spiaggia e con alle spalle il Tevere, laddove nessuna sanatoria è applicabile, si sentivano privati dell’uso «esclusivo» di quella piccola «spiaggia», diventata privata. A nulla sono valse le carte in regola, a nulla è servito l’intervento della polizia municipale, a nulla sono servite le rassicurazioni della associazione sulla fruibilità della spiaggia a tutti, a nulla è servita la ragione dei diritti. Era impossibile a quel punto trovare un compromesso, così per evitare il peggio, l’associazione Panda smontò baracca e burattini e andò via con quelle inutili carte protocollate e vidimate. Ancora una volta ha vinto la legge del più forte, alla faccia della legalità e della sicurezza. Questo è quanto denunciato dalla presidente dell’associazione Panda Viviana Frigino.

fonte: superabile.it

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