Pecoraro Scanio, l’Italia va giù, sotto i cambiamenti climatici

Arretra la costa, a tal punto da dover rivedere le carte geografiche, e il Sud è più esposto. L’Europa deve pagare 50 miliardi di euro per mettere mano ai disastri provocati dal cambiamento climatico e per le opere necessarie per gli adeguamenti.

Il premio Nobel Carlo Rubbia, testimonial del patto per il clima, prima dell’avvio dei lavori della Conferenza sul clima, va sul pesante: “può darsi che che il mondo ce la faccia ad risolvere i problemi ambientali da solo, il problema è che noi siamo nella provetta, siamo in questo mondo e non sappiamo dove andare. Venere ha già un effetto serra che la surriscalda a 400 gradi, Marte viceversa non ha effetto serra ed è gelido. E’ questa finestra di caldo e freddo che ha garantito la vita, ma quando nel 2050 saremo 10 miliardi ad abitare questo pianeta, non lo sappiamo se ci saranno ancora condizioni di vita. Forse faremo la fine delle cavallette”.
Secondo il Ministro Pecoraro Scanio, che ha introdotto i lavori, Italia sarà la prima a pagare gli effetti del cambiamento climatico. Quattro volte è aumentata in Italia la temperatura rispetto alla media mondiale, questo significa meno piogge (5% in meno) che messe accanto alla metà del volume perso dai ghiacciai, alla diminuizione della portata dell’acqua dei fiumi, dà per intero il dramma della scarsità della risorsa idrica che colpisce l’agricoltura ed il turismo.  Ovviamente il caldo incide sulla salute (decessi in Europa tra 8mila e 12 mila). Insomma alla fine sono i cittadini i primi a pagare. Cinque miliardi all’anno per affrontare l’emergenza clima: questo è il conto di Pecoraro Scanio per l’Italia.
Vincenzo Ferrara, esperto del clima dell’Enea, dice che occorre rivedere la impostazione della valutazione di impatto ambientale. Perchè qualsiasi analisi sull’oggi non può più valere sull’esposizione nel tempo di qualsiasi impianto o manufatto rispetto ai cambiamenti climatici dei prossimi cinquant’anni.  Adeguare le strutture e cambiare gli stili di vita. Questo il messaggio della prima giornata della conferenza. Domani il clou della giornata è la tavola rotonda con tutti i ministeri. Sarà interessante il punto di vista di Bersani su tutta questa vicenda.
Il ministro dell’economia risolverà tutto con la solita pacchia emiliana? In fondo, un chilometro su 3 delle nostre coste basse è in arretramento e 33 aree costiere rischiano di essere sommerse dal mare nei prossimi decenni. Che sarà mai?

Fonte: agoramagazine

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