Fa passi avanti il progetto per un canale tra Mar Rosso e Mar Morto

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Dopo Israele anche la Giordania ha chiesto l’impegno dell’Italia per la realizzazione dell’imponente progetto di un canale che unisca il mar Rosso con il mar Morto, salvando quest’ultimo da una morte certa, fornendo acqua ed energia ad Israele, Giordania e Autorità Nazionale Palestinese (Anp), favorendo concretamente un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione e forse dando una mano anche alla pace.
E l’Italia è pronta a partecipare a questa gigantesca opera con aiuti, tecnologia e, naturalmente, imprese italiane. E’ quanto è emerso a margine della visita del premier Romano Prodi in Giordania: la volontà delle autorità giordane di procedere a ritmi serrati alla chiusura di uno studio di fattibilità ed ad uno di impatto ambientale ha preso infatti buona parte della discussione tra il premier ed il primo ministro Marouf al Bakhit. Immediata la replica di Prodi alle aperture di Amman: ”è un progetto molto importante al quale l’Italia è pronta a collaborare”, ha assicurato. Il progetto non è nuovo, ma dopo anni di perplessità sta incontrando la volontà politica di Giordania ed Israele. Poco tempo fa, spiegano fonti diplomatiche, lo stesso Peres chiese espressamente a Prodi di fornire aiuto e collaborazione al progetto. Da tempo comunque le imprese italiane sono già in lizza per partecipare ad una torta dai risvolti etici, ma decisamente ricca: solo lo studio di fattibilità del progetto è stimato in 15 milioni di euro. Ben più imponenti sono le cifre stimate per la realizzazione dell’opera: si parla di 20-24 miliardi di dollari. In pole position ci sono anche società italiane che, già presenti in una lista di aziende scelte, potrebbero dividersi l’affare con società canadesi, statunitensi, francesi e tedesche.
Il canale dovrebbe partire da Aqaba sul Mar Rosso ed arrivare al Mar Morto con un percorso di 200 chilometri lungo il confine israeliano con la Giordania. Il Mar Morto è moribondo e si calcola che il suo livello si stia abbassando di un metro l’anno. La realizzazione del canale dovrebbe essere accompagnata da impianti di desalinizzazione che potrebbero risolvere le gravissime carenze idriche dell’area. Carenze che sono fonte di grande instabilità politica e tensioni regionali. Non dovrebbe mancare anche una grande centrale idroelettrica che, sfruttando il dislivello tra i due mari, potrebbe produrre 850 milioni di metri cubi di acqua potabile da dividere tra Israele, Giordania e palestinesi. Confermata la volontà politica di Israele e Giordania restano margini di incertezza sui rischi di impatto ambientale: un tema questo molto sentito dalla popolazione israeliana. Ma un giorno il Mar Rosso potrebbe davvero ridare vita al Mar Morto.

Fonte: Newton.it

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