Secondo alcuni ricercatori nell’Artico sono in corso «drastici cambiamenti»

20070914_3.jpgGli ultimi risultati di un’indagine scientifica sulle condizioni di ghiacciai e oceano sul tetto del mondo rivelano che l’Artico sta attraversando una «fase di drastico cambiamento».
L’équipe internazionale di ricercatori si trova a bordo del Polarstern, una nave di ricerca dell’Istituto Alfred Wegener per la ricerca polare e marina (AWI). Lo studio contribuirà all’Anno polare internazionale (IPY), nonché ad alcuni progetti finanziati dall’Unione europea.
«Il ghiaccio che ricopre il Mar Glaciale Artico si sta riducendo, l’oceano e l’atmosfera diventano sempre più caldi, le correnti oceaniche stanno cambiando», ha commentato la dottoressa Ursula Schauer capo ricercatrice dell’AWI, nonché membro della spedizione nell’Artico. «Ci troviamo nel corso di una fase di drastico cambiamento nell’Artico e l’Anno polare internazionale 2007/08 ci offre un’opportunità unica per studiare la riduzione dei ghiacciai in collaborazione con ricercatori internazionali.»
L’assottigliamento del ghiacciaio è di particolare interesse per i ricercatori: in vaste zone dell’Artico, il ghiacciaio è dello spessore di solo un metro, misura che equivale al 50% della riduzione dei ghiacciai dal 2001. I modelli attuali suggeriscono che i ghiacciai nell’Artico potrebbero esaurirsi nel giro di soli 50 anni. A bordo del Polarstern i ricercatori stanno studiando la flora e la fauna che vivono sopra e sotto i ghiacciai; quando questi scompariranno, molti di tali organismi si estingueranno.
Altri scienziati a bordo della nave sono impegnati nell’osservazione delle correnti oceaniche e del cambiamento della temperatura. In oltre 100 siti di interesse, i ricercatori hanno rilevato la temperatura, la salinità e le attuali misure.
Dalle misurazioni registrate in una precedente spedizione emerge che la corrente che arriva nell’Artico dall’Atlantico sta diventando più calda. I ricercatori stanno inoltre studiando gli impatti di grandi quantità di acqua dolce portate nell’Artico dai grandi fiumi di Siberia e Nord America. L’acqua dolce sembra agire come strato isolante che controlla il trasferimento di calore tra gli oceani, i ghiacciai e l’atmosfera.
A ottobre la Polarstern deve tornare alla propria base al porto di Bremerhaven (Germania), ma ciò non significa che le attività dei ricercatori nell’Artico termineranno. Nel Mar Glaciale Artico sono stati collocati alcuni galleggianti che nei prossimi mesi raccoglieranno regolarmente dati relativi alle correnti, alla temperatura e alla salinità per trasmetterli via satellite agli scienziati.
Intanto il blog della spedizione fornisce maggiori prove sul surriscaldamento del clima artico, come dimostrato dalla registrazione effettuata quando la nave si trovava nel punto più a nord, 88° 40′ N. «Naturalmente ci eravamo aspettati che anche qui il ghiaccio fosse stato eroso e sciolto come nelle altre regioni che abbiamo visitato nelle settimane precedenti e che ci ha consentito di mantenere una velocità superiore ai 6 [nodi]», scrive la dottoressa Schauer. «Ma ci ha sorpreso un’intera giornata di pioggia a 150 km dal Polo Nord! Nelle ultime settimane, un sistema di bassa pressione dopo l’altro ha portato costante aria calda dal nord della Siberia (addirittura 15 °C all’estuario del fiume Lena) verso l’area centrale del Mar Glaciale Artico. Questo è il modo in cui i ghiacciai continuano a disintegrarsi sotto i nostri occhi.»

Fonte: CORDIS

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