L’Ue: stop alla pesca del tonno per il 2007

1909-soir-fishing.jpgBRUXELLES – La Commissione europea ha deciso di chiudere la pesca del tonno rosso nell’Atlantico orientale e nel Mediterraneo per il 2007, avendo l’Europa già pescato il suo contingente per quest’anno, ossia 16.779,5 tonnellate. Il commissario alla pesca e agli affari marittimi Joe Borg, ha annunciato inoltre un giro di vite sui controlli e sull’applicazione delle misure per contrastare la pesca eccessiva non dichiarata considerata «la causa principale del depauperamento degli stock». Il tonno rosso è il più ricercato e il più «prezioso» sul mercato: finisce infatti nella quasi totalità in Giappone, Paese dove è ritenuto fondamentale per la preparazione dei piatti di pesce crudo. E proprio la richiesta del mercato giapponese ne ha spinto la pesca ( e i prezzi) a livelli ormai insostenibili. L’allarme degli ambientalisti è scattato ormai da molto tempo e le richieste alla Ue di un blocco della pesca sono state frequenti e ripetute.

Sulla rotta del tonno rosso

PESCATORI DELUSI – La decisione della Ue ora mette un freno soltanto parziale, perché riguarda soltanto gli ultimi mesi del 2007. Reti a secco da adesso per tutti i pescatori europei di tonno rosso, ma senza conseguenze negative per i pescatori italiani e francesi, in quanto l’Italia ha già chiuso la pesca per il tonno rosso lo scorso 24 luglio e la Francia il 27 agosto, avendo esaurito i rispettivi contingenti. Quello italiano è di 4.336,31 tonnellate. Decisione amara invece per i pescatori di Cipro, Grecia, Malta, Portogallo e Spagna, la cui attività è ancora in corso, ma avranno la possibilità di ottenere compensazioni nei prossimi anni. «Ci troviamo di fronte – ha spiegato Borg – da un lato, al problema del sovrasfruttamento di uno stock che è già a rischio di esaurimento e, dall’altro, a quello di una ripartizione equa fra gli Stati membri interessati». Il contingente europeo di pesca del tonno rosso è stato assegnato dall’Iccat (Commissione internazionale per la conservazione dei tonnidi dell’Atlantico) nel corso di una riunione svoltasi a Tokyo in gennaio.

QUOTE E CONTROLLI – Nel comunicare lo stop alla pesca, la Commissione Europea ha affermato che verranno sottratte alle future quote di pesca tutti i quantitativi pescati in eccesso. Questo principio fino ad ora non sempre è stato applicato anche se sono stati garantiti più monitoraggi e controlli. «Va bene controllare di più, ma a che serve se poi in Italia le sanzioni sono ridicole – si chiede Alessandro Giannì, responsabile della Campagna mare di Greenpeace -? Chi pesca illegalmente pesci che valgono centinaia di migliaia di euro rischia una sanzione di soli 2.000 euro. L’unica soluzione è diminuire la flotta di pesca e prevedere sanzioni severe per chi pesca al di là della quota o, addirittura, senza alcuna quota». Oltre alla riduzione della pesca e a maggiori controlli, Greenpeace chiede che, in linea con le norme del Regolamento Comunitario sulla Pesca in Mediterraneo, le aree di riproduzione del tonno rosso siano incluse in una rete di riserve marine d’altura.

Fonte: Corriere.it

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2 Responses to L’Ue: stop alla pesca del tonno per il 2007

  1. Aleyakke ha detto:

    la mia ignoranza trabocca e sta a te farmi comprendere:
    si parla sempre di spopolamento di speci ittiche, nel caso del tonno, la nostra scienza ormai padrona di ogni sistema biologico (mi riferisco anche alla biogenetica riproduttiva, e l’Inghilterra la fa da padrone!) non potrebbe rendere matematicamente possibile il ripopolamento dei tonni? o altro.

    Alex

  2. mediterraneodiving ha detto:

    Se la tua ignoranza trabocca la mia straripa …. ihihih
    Considera che non sono un biologo e le mie povere conoscenze sono solo frutto di una sfrenata passione.
    Secondo me il problema è quello che operazioni di ripopolamento di questo tipo dovrebbero essere fatte nel modo più naturale possibile.
    Ti faccio un piccolo esempio. Ho seguito un servizio pochi giorni fa dove parlavano della volontà di provare a manipolare i feromoni delle razze dei pesci destinate all’allevamento per indurli a diventare vegetariani e più voraci per accelerare le fasi di crescita. Cosa succederebbe nell’habitat circostante se una gabbia che contiene questi pesci, eventualità per nulla remota, dovesse rompersi e liberarne gli abitanti?
    La natura credo abbia poco a che fare con la matematica … ha i suoi delicatissimi equilibri.

    Ciao Alex
    Miky

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