Più mercurio nell’aria, più mercurio nei pesci

Roma, 17 set. (Apcom) – Uno studio americano che sarà pubblicato sulla versione on-line di Proceedings of the National Academy of Science (PNAS) rivela che il mercurio contenuto nelle emissioni inquinanti che finiscono nell’atmosfera, vengono assorbite nell’arco di tre anni dai pesci. E che più mercurio c’è nell’aria, più mercurio c’è nei pesci.
Vincent St. Louis, University of Alberta, Edmonton, Canada e i suoi colleghi biologi, coautori della ricerca, affermano che, se anche si riuscisse ad arrestare immediatamente gli inquinanti contenenti mercurio emessi dalle centrali a carbone e dalle altre industrie, la quantità di metallo liquido tossico assorbita dai pesci comincerebbe a scendere solo tra dieci anni.
Lo studio, METAALICUS, Mercury Experiment to Assess Atmospheric Loading in Canada e negli Stati Uniti, ha coinvolto agenzie governative, università di livello internazionale ed ha implicazioni planetarie.
“E’ il primo studio – commenta l’autore – in cui si associa direttamente inquinamento atmosferico e sostanze tossiche, in questo caso il mercurio, presenti nei pesci”. Uno studio importante, ha detto, perché ha aiutato gli scienziati a capire il meccanismo che sposta il mercurio dall’atmosfera, attraverso le foreste, il suolo e i laghi nel pesce che la gente mangia.
Ora, che per la prima volta una ricerca sperimentale su ecosistemi globali associa in maniera diretta i due fenomeni, la scoperta dovrebbe spingere i politici a varare una normativa che porti ad una rapida riduzione delle emissioni di mercurio da parte delle industrie. “Se c’è meno mercurio nell’aria – conclude lo scienziato – ce ne è di meno anche nel pesce”.

Fonte: Alice Notizie

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