Da Bologna un test per riconoscere la specie del tonno

Dubbi su carne e pesce in scatola? Nessuna paura, un innovativo ed economico test messo a punto dall’Università di Bologna può far scoprire che carne è contenuta in un qualsiasi tipo di scatoletta. Gli studi della Dott. Elisa Michelini e del Dott. Aldo Roda del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche dell’Università di Bologna si sono concentrati su tre tipi di tonno. Scopo della ricerca, sapere se i tonni importati dall’estero siano della specie ‘pinne gialle’, qualità pregiata per l’inscatolamento, Big eye, Skipjack, oppure appartengano ad altre e meno pregiate specie.
“L’idea è nata di un test genetico – spiega il dott. Roda – da una collaborazione che abbiamo con l’azienda Palmera, che si occupa di tonno. L’azienda si è sempre preoccupata delle carni che vende sul mercato, essendo i tonni importati interi, si è reso necessario un test semplice e veloce che verificasse la specie del tonno pescato. Per esempio, ci sono alcune aziende che hanno esternalizzato tutta la catena di produzione, dalla pesca al prodotto finito, in questi casi a maggior ragione è necessario sapere se il tonno sia a pinne gialle, che è la qualità di tonno migliore per l’inscatolamento, sia Bigeye o altro. Questo per tutelare sia l’azienda medesima che il consumatore. Inoltre, è un test altamente versatile perché si può fare anche su carni già cotte ed inscatolate tramite il prelievo di una piccola parte di tessuto.”
Il test viene utilizzato anche da altri produttori di tonno in scatola?
Certo, questo metodo è innovativo perché presenta alcuni avanzamenti tecnologici e non lo abbiamo brevettato, sarà quindi possibile per altre aziende utilizzare il nostro metodo. Tenendo conto che ci sono aziende che importano solamente tranci di tonno ed alcune che hanno esternalizzato completamente la produzione in Asia, diventa quasi impossibile sapere che specie di tonno è stata utilizzata, il test è un semplice e veloce metodo per dare una risposta.
È possibile utilizzare questo test anche in altri campi?
Test simili vengono compiuti su carne in scatola dedicata agli animali, si può sapere che tipo di carne c’è all’interno, se bue o di maiale; molte volte le scatolette vengono adulterate utilizzando carne di cammello e di altri animali. Non va dimenticato, poi, che non conoscere il tipo di carne che si mangia può creare problemi etici o morali nel consumatore.
Dott. Elisa Michelini, lei che ha portato avanti lo studio e lo ha pubblicato, ci spiega in che cosa consiste il test ?
Il test si basa sulle moderne tecniche di biologia molecolare ed è molto semplice e poco costoso. Prevede un’estrazione di DNA da un campione fresco o in scatola (come un pezzetto di muscolo, circa 1mg), nel caso si tratti di tonno già cotto ed inscatolato sott’olio è necessario togliere tutto ciò che non è tonno per permettere la riuscita del test. Poi si procede alla purificazione ed all’amplificazione del DNA in maniera selettiva per ogni specie, tramite una semplice separazione  dei frammenti di dna che vengono amplificati (attraverso l’utilizzo di un gel apposito). Nel nostro caso, secondo la lunghezza del frammento è possibile identificare, comparandolo con uno standard, le tre specie principali commercializzate in Italia: Pinne gialle, Big Eye e Skipjack.
Tiziano Mainieri

fonte: sabatoseraonline 

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