Le barriere coralline dell’Adriatico

206_p.jpgAnche il mare Adriatico riserva gradite sorprese ai subacquei. Nei suoi fondali, meno frequentati di altri mari italiani per la convinzione che siano piatti e sabbiosi e quindi meno attraenti, esistono invece delle particolari formazioni rocciose, dei “reef” naturali vecchie 3-4000 anni già note nel XVIII sec.. Queste “barriere coralline” si trovano un po’ in tutto l’Adriatico ad una profondità che va dai 15 ai 40 metri anche se le più estese, lunghe centinaia di metri, si trovano al largo di Chioggia. I pescatori locali le hanno chiamate tegnue perchè “trattengono” e rompono le reti da pesca.
Così come avviene per le barriere coralline anche le tegnue sono costituite da rocce organogene carbonatiche, formate cioè da organismi marini. Non siamo ai tropici e quindi non si tratta di coralli, ma di particolari alghe rosse calcaree chiamate corallinacee.
I subacquei che volessero effettuare una discesa su queste formazioni uniche in tutto il Mediterraneo vedrebbero una buona quantità di forme e colori, in particolare spugne,anemoni e ascidie coloniali ma anche astici, paguri, grandi gronchi, corvine, castagnole, bavose, banchi di merluzzetti, ecc.
Per tutelare meglio questo interessante ambiente nel 2002 è stata istituita una Zona di Tutela Biologica con il divieto di pesca promossa da Comune di Choggia, Enti di Ricerca ed Università, Regione Veneto, Ministero Politiche Agricole e Forestali, Capitaneria di Porto, Associazioni di Pescatori ed Operatori turistici. Per valorizzare e salvaguardare al meglio questo interessante ambiente sottomarino adriatico esiste anche l’ Associazione Tegnue di Chioggia con il suo sito ufficiale www.tegnue.it

Foto: Piero Mescalchin dal sito www.tegnue.it

A cura di Claudio Gallucci

Fonte: MareinItaly

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