Un mare da saper «coltivare» per costruire sviluppo

21530.jpg«Bisogna imparare a coltivare il mare, invece di predarlo – sottolinea Gregorio De Metrio docente del dipartimento di Sanità e benessere animale della facoltà di Veterinaria di Bari (al centro nella foto con due suoi stretti collaboratori) -. Le risorse a disposizione non sono infinite e i mutamenti climatici stanno facendo il resto. L’attività di pesca si basa sulla possibilità di trovare il pesce, ma se si consuma senza pensare al dopo si rischia di portare in breve tempo all’estinzione di intere specie». Il professor De Metrio coordina un progetto di ricerca strategico per organizzare un sistema di allevamento del tonno rosso nel Golfo di Taranto. «Al mondo solo in Australia si sta portando avanti un progetto simile, ma noi abbiamo un vantaggio: monitorando il ciclo di vita e di riproduzione di questa particolare specie di tonni si è visto che preferiscono il Mediterraneo per deporre le loro uova».
Il Mare nostrum come nursery quindi, per un pesce particolarmente prelibato e la cui caccia intensiva rischia di creare problemi alla conservazione della specie stessa. «In particolare è il mercato asiatico e statunitense a far impennare la richiesta – spiega De Metrio – avviare un allevamento di tonno rosso nel Golfo di Taranto significherebbe vincere una sfida economicamente molto redditizia. Il problema attualmente è convincere i tonni a riprodursi in cattività all’interno di gabbie galleggianti, per questo stiamo sperimentando una stimolazione di tipo ormonale, per facilitare l’ovulazione».
Al momento non esistono nel mondo veri allevamenti di tonno rosso. «Le pratiche oggi si limitano a catturare i pesci e metterli all’ingrasso per poi rivenderli, il nostro progetto invece prevede di seguire tutto il ciclo di vita del tonno, come si fa con le spigole o le orate. Al momento, però il problema più grosso che abbiamo è di tipo burocratico: non riusciamo ad ottenere una concessione di un’area marina dove avviare a più largo raggio la sperimentazione prevista dal progetto».
Gregorio De Metrio con tutto il suo staff è super impegnato, la ricerca finanziata è solo uno dei tanti progetti seguiti e con risultati che tendono ad incastrarsi tra loro: molta dell’esperienza già raccolta proviene da un progetto di studio dei tonni portato avanti in Spagna a Gibilterra, mentre contemporaneamente una collaborazione con la Gran Bretagna li sta portando a monitorare come i cambiamenti climatici stanno influenzando la fauna marina nel Mediterraneo e nel Mare del Nord.
«Il tonno rosso, come tutte le specie animali, hanno bisogno di un ambiente ottimale per riprodursi e crescere. Il Mediterraneo invece sta aumentando la sua temperatura e si stanno registrando sempre nuovi abitanti, si tratta di cambiamenti che devono essere costantemente monitorati, tanto più se si avvia un centro di allevamento per i tonni».
Rita Schena

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

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One Response to Un mare da saper «coltivare» per costruire sviluppo

  1. Mossa Nicola ha detto:

    spero vivamente che studi come questi avendo i presupposti del successo siano appoggiati da chi , avendo il potere , abbia anche la capacità di progettare il futuro.

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