ITALIANI GRANDI MANGIATORI DI SQUALI, MA IL 90% NON LO SA

09.jpgRoma, 01 ott – Gli italiani consumano frequentemente carne di squalo ma, spesso, ne sono totalmente ignari. Sono soliti consumarla soprattutto nella forma di palombi (91,9%) ed in misura minore spinaroli (45,5%), smerigli (43,7%) e verdesche (49,1%). Ne e’ una riprova il fatto che del 44,4% di coloro che hanno affermato di aver mangiato carne di squalo, il 46,4% ha dichiarato di trovarli spesso al mercato.
E’ bastato un semplice questionario rivolto al pubblico durante le vacanze estive per verificare il grado di conoscenza dei consumatori italiani sulle specie di squalo presenti sulle nostre tavole. Il risultato e’ decisamente poco incoraggiante: il livello di informazione sugli squali, e in generale sulle specie considerate commerciabili, e’ scarso . Il dato risulta ancora piu’ preoccupante considerato che gli italiani sono grandi importatori di pesce: oltre 13.000 tonnellate nel 2006 di prodotti, di cui oltre 10.000 tonnellate di carne congelata di specie diverse. Questi dati assumono una ben diversa rilevanza se alla parola pesce sostituiamo quella di squalo: infatti, i dati riportati sopra sono riferiti esclusivamente al commercio di carne di squalo e si tratta numeri decisamente alti, (pubblicati dalla Shark Alliance). Sulle nostre tavole arrivano squali a fette (solitamente verdesche o smeriglio), filetti (palombo o spinarolo) o piu’ spesso carne lavorata confusa e mescolata in prodotti gia’ preparati come zuppe di pesce congelato.

Fonte: AGI

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3 Responses to ITALIANI GRANDI MANGIATORI DI SQUALI, MA IL 90% NON LO SA

  1. Marco ha detto:

    Io sono un orgogliosissimo “Tonnofago”, e sapere che in mezzo alla carne delle scato9lette di tonno, ci possa essere uno squalo o un delfino mi ha un pò sconvolto. Senza contare che non sapevo che il Palombo fosse uno squalo. Ma la Verdesca sì.

    Purtroppo, però, ora ogni volta che vedo uno squalo ho l’acquolina in bocca…

    Ciao, e complimenti per il blog…

  2. Aleyakke ha detto:

    Sono quelle informazioni che non ti aspetti, soltanto perché raramente in pescheria si vedono simili creature e il più delle volte si guardano con curiosità.
    Almeno, io non penso che volontariamente l’ho mangiato.
    Però un pensiero permettimelo: se dobbiamo stare più attenti a che pesca viene fatta e salvaguardarne l’estinzione (se si corre questo pericolo) dovrebbero gli stessi mercati ittici e le pescherie distribuire depliant con evidenziate le specie da non acquistare e piuttosto denunciare il venditore.
    Alex

  3. mediterraneodiving ha detto:

    @ Marco … esistono dei test per accertare il contenuto delle scatolette di tonno.
    Si riesce addirittura a stabilire a quale specie di tonno appartiene quello analizzato … sempre che di tonno si tratti. Si dovrebbero solo effettuare controlli più frequenti e punire i trasgressori.

    @Alex … il problema non è tanto dal pescivendolo … basta solo non acquistare il pesce a tranci ma farselo tagliare di presenza per risolvere il problema … così è difficile che riescano ad ingannarti. Ma, come scrivevo sopra a Marco, il vero problema è quello che ci propinano nelle scatolette.
    Il pesce palombo nelle pescherie Palermitane si è sempre venduto e non spacciato per altro.
    Beh … l’unica magra consolazione è che a quanto pare gli squali al contrario dei tonni non immagazzinano mercurio.

    Miky e Erika

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