Maddalena, salpa l’ultima nave Usa

immagine.jpgTanto atteso quanto temuto per le incognite sul futuro sviluppo dell’arcipelago della Maddalena, è arrivato il giorno della partenza degli americani dall’isola di Santo Stefano. La nave appoggio per sottomarini a propulsione e armamento nucleare Uss Emory Land ha mollato gli ormeggi: un addio che segna l’inizio di una nuova sfida per la Regione guidata da Renato Soru. 
Fin dalla sua elezione infatti, tre anni fa, il governatore della Sardegna indicò nella riduzione delle servitù militari una delle priorità del suo esecutivo. Una battaglia che condotto all’insegna del moto «siamo amici degli americani, ma in futuro vogliamo che tornino da noi come turisti». La svolta è arrivata nel novembre 2005 con l’annuncio da parte del dipartimento della Difesa americano che la Us Navy avrebbe lasciato l’arcipelago della Maddalena entro il 2008. Nel marzo scorso, nuova accelerazione al processo di dismissione con la firma dell’intesa tra la Regione e il ministero della Difesa italiano per il trasferimento diretto di dieci beni militari al demanio regionale. Tra questi l’ex Arsenale, da riconvertire in chiave turistica (si pensa a un cantiere navale di appoggio ad attività da diporto), su cui Comune e Regione puntano per assorbire i lavoratori, circa 200, impiegati finora dai militari. 
Trentacinque anni di presenza controversa, quindi, quella dei militari a stelle e strisce in un angolo del mediterraneo diventato parco nazionale per la sua indiscutibile bellezza. La prima nave appoggio, la Uss Fulton, era arrivata il 2 agosto 1972 ormeggiandosi alla banchina dell’isola di Santo Stefano. L’arrivo degli americani aveva da subito scatenato polemiche per i rischi di contaminazione nucleare – culminate nel 2002 e nel 2003 con gli incidenti ai sottomarini Uss Oklahoma City e Uss Hartford e rinfocolate dai dati diffusi nel 2004 dall’istituto di ricerca francese Criirad -, e il periodico ripetersi di allarmi per l’aumento di malformazioni fetali attribuite alla radioattività. Finita la guerra fredda gli interessi strategici degli Stati Uniti e della Nato si sono spostati progressivamente al Mediterraneo orientale, in prossimità delle aree di crisi mediorientali. 
È stato così possibile liberare il parco nazionale dell’Arcipelago della Maddalena e delle Bocche da una presenza ingombrante, che cesserà definitivamente alla fine di febbraio, quando sarà completato il trasferimento di tutto il personale e delle attrezzature statunitensi. Dopo la partenza della nave appoggio squadre di sommozzatori, con camere iberbariche al seguito, hanno cominciato la pulizia dei fondali lungo tutta la banchina che per 35 anni ha ospitato navi e sottomarini Usa. Mentre la nave statunitense doppiava la punta più meridionale dell’isola di Caprera da un’imbarcazione italiana, su iniziativa dei commercianti maddalenini, è stato innalzato uno striscione con “c mancherete”.

Fonte: LaStampa.it

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