Amare il mare

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Qualcuno pensa che  amare il mare significhi mettersi un erogatore in bocca e scendere negli abissi,
dove la voce dell’infinito ha il suono del respiro.
Qualcuno pensa che vivere il mare da trent’anni sia sufficiente garanzia di amore.
Qualcuno pensa che per amare il mare bisogna conoscere il nome dei suoi figli e le loro caratteristiche.
Qualcuno pensa che per amare il mare bisogna saper fare i nodi o andare in barca.
Qualcuno pensa che amare il mare significhi conoscere il motivo del suo colore, del perchè sia salato…
Qualcuno pensa che queste cose assicurino un rapporto privilegiato con la grande madre.
Per amare il mare basta una giornata d’inverno. Il profumo della salsedine che si attacca sulla pelle.
Per amarlo basta il suo canto sommesso, il colore cupo che assume a gennaio.
Per amarlo basta la sua rabbia…O una notte quieta e sonnolenta d’estate, quando il mare mormora di voci lontane e la pace di Dio la senti scendere dentro l’anima.
La voce del mare è per tutti quelli che la sanno ascoltare in giorni di vento e non risveglio. Muti e rabbiosi. In cui, solo lui, può essere l’unico conforto.
Per amarlo basta guardare la danza della pioggia sulle sue onde.
Acqua nell’acqua, danza festosa e millenaria.
Qualcuno ha guardato il mare, senza mai vederlo appieno.


Testo e foto ©G.d.M

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One Response to Amare il mare

  1. Rino ha detto:

    Onde di suoni e amore, mare tu mi prendi…

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